Ho già fatto cenno qualche tempo fa a quello che potrebbe essere un comportamento alimentare in caso di stitichezza (solo un accenno, perchè una dieta specifica sarà consigliata dal terapeuta a seconda della storia individuale); ora mi è stato richiesto di fornire qualche cenno più ampio su tale problematica che brevemente espongo di seguito.
Generalmente una persona viene definita affetta da STIPSI quando effettua meno di 3 defecazioni alla settimana, quando emette feci dure e quando
è costretta a spingere con forza.Per una corretta igiene intestinale e affinché i processi digestivi si svolgano in modo ordinato, è necessario che l'intestino si svuoti una volta al giorno o, almeno, ogni 48 ore.
Quando la flora batterica intestinale è sana, le feci sono compatte, non lasciano traccia nell'apertura anale e non hanno un forte odore.
Di contro, la stitichezza cronica può causare la comparsa di emorroidi, fistole anali, diverticoli e, se si abusa con i lassativi, anche diarree da lassativi.
La stitichezza può essere occasionale quando si cambia ambiente o alimentazione, in periodi di stress o in concomitanza ad altre malattie.
Quando è cronica, escludendo patologie organiche di una certa importanza, riguarda soggetti che ignorano volutamente i segnali dell'orga
nismo quando è necessario defecare.E' classico l'esempio di chi soffoca quotidianamente lo stimolo all'evacuazione, perché non ha tempo di andare in bagno quando dovrebbe o chi ignora lo stimolo perché si sente a disagio di recarsi in un bagno che non sia quello della propria abitazione.
La stitichezza riguarda anche soggetti che abusano di psicofarmaci, di sonniferi o di lassativi; chi non beve a sufficienza; chi non consuma cibi ricchi di fibre; chi fa poca attività fisica; chi ha una cattiva digestione dei grassi ...
L'alimentazione, come sempre, andrà personalizzata individualmente.
L'obiettivo, comunque, sarà quello di accelerare e normalizzare il transito intestinale con cibi ricchi di scorie, ma che non diano fermentazioni anomale.
Nei casi di sovrappeso, la dieta dovrà essere opportunamente parametrata e moderata in termini di apporto calorico.
In gen
erale ci si orienterà verso un cibo ricco di scorie solubili e non, di pasta integrale biologica, di frutta e verdura.Legumi sempre passati e condimenti vegetali utilizzati a crudo.
Come già accennato in altro post, sconsigliati o da ridurre:
cioccolato, caffè, tè, orzo, riso, fritture, spezie, salse, carni grasse e in salamoia, cacciagione, formaggi grassi-piccanti-stagionati, insaccati, bevande fredde, gelati, vini rossi.
Come per altre problematiche intestinali, anche per la stitichezza, rivestono importanza le misure comportamentali.
In particolare, oltre la dieta, il bere fuori pasto acqua naturale, spremute e succhi di frutta (i liquidi aumentano il volume della massa fecale e ne facilita l'eliminazione).
Inoltre, il movimento attiva la motilità intestinale; è quindi necessario organizzarsi di conseguenza, almeno con una passeggiata quotidiana di 20 minuti (magari sarà sufficiente lasciare la propria autovettura ad una certa distanza dal proprio posto di lavoro per assolvere a questo compito).
Questi semplici consigli, unitamente all'assunzione mirata di prodotti probiotici, enzimi digestivi, antiossidanti, fitoterapici, ecc. , aiuteranno a risolvere il problema.
Utile anche in questo caso sottoporsi ad un ciclo di trattamenti di idrocolonterapia.








1 commenti:
la morte risiede nell'intestino (cose che una volta si sapevano)
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