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lunedì 28 aprile 2008

Un'integrazione nutrizionale completa





Ci ho pensato un po su, preoccupato che questo articolo fosse troppo lungo, ma il contenuto è così interessante ed il Dott Du Bois , che ho conosciuto in una Convention, così disponibile e pieno di umanità, che ho pensato di doverlo divulgare.

D'altra parte ritengo che non sempre si possa essere "stringati", a volte c'è bisogno di essere circostanziati di andare più a fondo, conoscere i dettagli. Ripeto, ci troviamo a parlare di cose per le quali magari esiste molta informazione, ma, ritengo, il più delle volte anche superficiale.
Il mio tentativo è quello di offri
re contenuti che possano anche permetterci di pensare a nostri comportamenti, stimolare una riflessione che magari induca cambiamenti di alcune nostre abitudini che potranno rivelarsi benefiche per il nostro stato di salute fisica .. ed anche qualcosa di più.

Ed ora lascio la parola al Dott. Du Bois (trattasi di un estratto di una intervista dal vivo). Il Dott. Du Bois è un'autorità mondiale nel campo delle malattie infettive; ex Presidente della Georgia Society of International Medicine e della Medical Association of Atlanta.
Attualmente Primario di Medicina Interna al Georgia Baptist Hospital.
Il Dott. Du Bois, ci spiega l'importanza di una integrazione nutrizionale completa, contrapposta all'assunzione
di singoli integratori vitaminici o antiossidanti isolati.

"Perché mi sentite di
re spesso: il segreto è una integrazione nutrizionale completa?
Il concetto è veramente molto semplice e può essere applicato a qualsiasi ambito della vita.
L'assunzione di un singolo integratore vitaminico o a
ntiossidante è come mettere in campo un portiere senza difensori, non si vincono così le partite.
E' come un'orchestra in cui il corno francese suona t
roppo forte, oppure ci sono troppi violini, non si ha certo una buona musica.
La scienza medica ha cercato di studiare gli effetti di antiossidanti specifici isolati sulle malattie degenerative, con risultati appunto discordanti.
Negli ultimi 20 anni sono stati fatti decine e decine di test clinici e come esempio citerò la ricerca pubblicata lo scorso anno sul "
Journal of the American Association". In questo studio è stato scoperto che 60 mg. di vitamina E al giorno rafforzano il sistema immunitario in un gruppo di anziani e 200 mg. danno luogo ad un miglioramento da 4 a 6 volte.
Ma 800 mg. di vitamina E causano invece un peggioramento nel sistema immunitario rispet
to a quelle persone che non assumono affatto vitamina E.
Perché questo accade?
Perché è giusto dire che se si hanno alti livelli di antiossidanti nel sangue si riduce il rischio di alcune malattie degenerative... eppure se si assume un singolo integratore antiossidante, come la vitamina E o il beta-carotene isolati, non solo non si è protetti, ma può addirittura fare più male che bene! La risposta è l'equilibrio!

La risposta sta in una integrazione completa.
Prendiamo ad esempio un pomodoro; un pomodoro contiene 10.000 elementi fitochimici ed ognuno di questi elementi o è una vitamina o è un antiossidante.
Teniamo presente che i fitochimici s
ono semplicemente vitamine che non hanno ancora un nome; una vitamina deve essere associata ad una malattia specifica prima di rientrare in questa categoria.
In pratica quindi, tutti questi 10.000 elementi fitochimici sono in realtà vitamine.

Semplicemente non hanno ancora un nome che le contraddistingue. Ebbene, questi elementi svolgono un perfetto gioco di squadra, ciascuno con la propria funzione, ma in modo sinergico.
Se si eliminasse la corda del Sol in metà dei violini di un'orchest
ra, alcuni di noi non la noterebbero neppure, ma molti altri si. Ecco la sottile differenza, che troppo spesso a prima vista non si avverte, tra coloro che metaforicamente non hanno ancora la corda del Sol e coloro che invece mettono a disposizione del loro corpo tutti i fitochimici, antiossidanti, ecc, di cui ha bisogno.
La frutta e la verdura sono la fonte naturale e bilanciata degli "antiossidanti". Sono necessari tutti i giocatori di una squadra.... tutti gli strumenti dell'orchestra... l'intera gamma alimentare di antiossidanti e altri nutrienti... per il funzionamento ottimale.
Il nostro organismo è una macchina di sopravvivenza: vi si introduce quello di cui ha bisogno ed essa farà quello che deve fare. Non cercate di fare i furbi pensando che abbia bisogno di più vitamina C o alfa-tocoferolo; datele quello di cui ha bisogno ed essa farà il resto. Farà quello che voi volete che faccia.

Ecco perché mi fa stare bene sapere che il mio organismo, ha a disposizione e assimila quotidianamente i nutrienti provenienti da 17 tipi diversi di frutta e verdura e cereali (a questo punto il Dott. Du Bois fa riferimento ad un prodotto nutraceutico che lui stesso consuma. Il prodotto si chiama "Juice Plus+". Trattasi del "Nutraceutico più venduto al mondo che conta una lunga serie di studi sull'uomo pubblicati sulle riviste medico scientifiche più importanti al mondo).
Nell'ambito del "Framing Ham Study", uno studio iniziato 20 anni fa e che attualmente è ancora in fase di svolgimento, su un campione di circa 1.000 persone è stata presa in esame l'alimentazione in riferimento al rischio di infarto.

L'alimentazione di queste persone è stata controllata in termini di quanta frutta e verdura mangiavano ogni giorno.
I risultati hanno dimostrato una diretta correlazione tra l'alto consumo di frutta e verdura al giorno e una diminuzione dell'incidenza degli infarti.


Altro esempio: degenerazione maculare della retina.
Mia madre aveva questa malattia. Se si cerca di leggere un giornale, si ha la visione periferica, ma non si può vedere diritto di fronte a sé.
La degenerazione maculare della retina colpisce soprattutto le donne, per la maggior parte sopra i 65 anni e in genere donne che sono state o sono fumatrici.
Gli oftalmologi per anni hanno prescritto vitamine A-C-E per
curare e prevenire la degenerazione maculare, ben conoscendo le proprietà degli antiossidanti.
Così il "Massachuttes Highnear Hospital", la più sofisticata e conosciuta istituzione al mondo nel campo dell'oftalmologia, ha dato il via ad uno studio che coinvolge 20 strutture ospedaliere.
Sono state prese in esame persone affette da degenerazione maculare della retina ed è stata controllata la loro alimentazione.

Ebbene, le vitamina A-C-E non prevenivano la malattia.
Mezza porzione di spinaci una volta alla settimana riduce l'incidenza della degenerazio
ne maculare e di cecità del 33%. Verdure a foglie verdi. Perché?
Qual'è l'antiossidante della retina?

La Luteina Zeaxantina che ci deve essere per quella funzione e che si trova nelle verdure a foglia verde. Non stupitevi se vi sentite bene mangiando 17 tipi di frutta e verdura ogni giorno. Tutti i giorni. E pensate anche al fatto che questi elementi si consumano, bisogna pertanto rimpiazzarli costantemente e continuamente.

Ecco il principio della nostra alimentazione: il fatto che noi bruciamo. Un bel fuoco che brucia nel camino produce fumo.
Pensate che l'ossidazione che ha luogo nel corpo non generi qualche sorta di fumo? Bisogna neutralizzare quel fumo, ed è proprio quello che fanno i VERI antiossidanti; ecco la protezione di cui parla il Dott. Bruce Ames, biologo molecolare. Ossidazione... 10.000 attacchi ossidanti al giorno in ogni cellula.

Una gran quantità di stress ossidante!

Grazie alle ricerche sull'AIDS abbiamo appreso che il corpo produce miliardi di "cellule-T" ogni giorno. Avete idea di quanto sia un miliardo? Se aveste de
lle banconote da 1.000 dollari, un milione di dollari sarebbe alto 7 pollici, mentre un miliardo di dollari sarebbe alto come il Washington Monument. Un miliardo di cellule-T ! E stiamo parlando di un solo tipo di cellula ! Poi ci sono le cellule ossee, le cellule cardiache, le cellule polmonari, i globuli rossi, i globuli bianchi, ci sono tutti i tipi di cellule. Miliardi e miliardi di cellule. E ognuna di queste cellule subisce 10.000 attacchi al giorno, tutti i giorni.
E' lì che devono esserci gli antiossidanti per combattere quel tipo di ossidazione e devono esserci costantemente, tut
ti i giorni e tutti insieme.

Bisogna mantenere il nostro organismo in equilibrio in modo che tutti questi elementi possano lavorare insieme in quello che noi chiamiamo "sinergia".

..... L'ossidazio
ne avviene nella pelle, le fibre elastiche iniziano a rompersi e così compaiono le rughe.
Se si verifica in un'articolazione ecco che c'è l'artrite, i cambiamenti deformanti dell'artrite. E tutti i medici, me compreso, che prendono "Juice Plus+", la prima cosa che dicono è: " Oh, la mia tendinite va meglio", oppure, "le mie articolazioni vanno meglio", "il mio colpo di frusta... la mia borsite!"
Questi fenomeni infiammatori cronici rispondono al meglio al "Juice Plus+", perché è proprio lì che il fenomeno infiammatorio e il logoramento hanno luogo.

Ecco perché bisogna mantenere lo stress ossidante al minimo assoluto e il miglior modo per farlo è attraverso un corretto ed equilibrato apporto di livelli antiossidanti.

Nel test pubblicato sul "Current Therapeutic Research", sono stati proprio controllati questi livelli.
A seguito del consumo di "Juice Plus+" è stato dimostrato l'aumento del livello di beta-carotene del 115%, dell'alfa-tocoferolo del 58%, della luteina zeaxantina del 44%, del livello dell'alfa-carotene del 118% e del licopene del 2000%.
Il licopene è molto importante.
Prendiamo ancora una volta l'esempio del pomodoro. I pomodori sono rossi, i pomodori non si scottano al sole, stanno al sole tutto il giorno ma non si scottano, il licopene è quel pigmento rosso che li protegge dalle scottature.
La stessa cosa accade se si ha un buon livello di licopene nella pelle: si è più protetti dalle scottature e si subiscono meno danni derivanti dal sole.

Gli antiossidanti cooperano tra loro in modi che abbiamo appena cominciato a studiare. Se abbiamo una carenza di un antiossidante particolare e l'ecc
esso di un altro, l'equilibrio è sbagliato. Non si possono assumere sotto forma di singoli integratori. Non possono cooperare nel modo concepito dalla natura.
Immaginiamoci una piscina piena di carotenoidi: il beta-carotene è solo uno dei carotenoidi. Ricordate, il beta-carotene ammonta solamente all'11% del carotene totale nel sangue.
Se riempiamo la nostra piscina con mega dosi di di beta-carotene, faremo schizzare fuori gli altri carotenoidi che devono però esserci.
Un'eccessiva quantità di un elemento significa la sopraffazione e l'eliminazione di altri e noi sappiamo che questo non deve accadere.
Le ricerche hanno dimostrato che il raggiungimento e il mantenimento di corretti livelli di antiossidanti nel sangue arreca notevoli benefici all'organismo.

Le ricerche hanno dimostrato che "Juice Plus+" fa aumentare i livelli degli antiossidanti chiave nel sangue confermando inoltre che "Juice Plus+" fa diminuire le stress ossidativo che si trova nel sangue sotto forma di "perossidi lipidici".


Sempre nello studio pubblicato sul pubblicato sul "Current Therapeutic Research" sono stati misurati i livelli di perossidi lipidici nelle persone che assumono "Juice Plus+". Ebbene, questi livelli sono stati ridotti complessivamente del 75%; 1/3 dei pazienti dopo 28 giorni di consumo di "Juice Plus+" aveva dei livelli impercettibili di perossidi lipidici nel sangue.

Nel "Journal of American Medical Association" è stato pubblicato un articolo che trattava del Morbo di Alzheimer, in cui si sosteneva che l'Alzheimer è causato dallo stress ossidativo che porta all'accumulo di radicali liberi, che provoca la perossidazione lipidica dei neuroni la cui conseguenza è il Morbo di Alzheimer.
In questo articolo ci si domandava se gli antiossidanti non potessero essere di aiuto.
Così si sono prese delle persone con significativi sintomi di Alzheimer ed è stato somministrato loro un inibitore degli antiossidanti e 2000 mg. di vitamina E al giorno.
Lo studio ha dimostrato che gli antiossidanti possono ritardare la progressione del Morbo di Alzheimer ma con rischio per i pazienti.
Abbiamo infatti già visto che la vitamina E può aumentare la possibilità di contrarre malattie degenerative in alcuni soggetti a rischio.

Con i risultati dei test che ci dimostrano che "Juice Plus+" aiuta ad ottenere un buon livello di antiossidanti nel sangue, diminuisce lo stress ossidativo, l'accumulo di radicali liberi e la perossidazione lipidica... E' proprio una bella sensazione sapere che mettiamo a disposizione del nostro organismo ogni giorno i nutrienti essenziali di 17 diversi tipi di frutta e di verdura.

Ci sono talmente tante cose all'interno della cellula che le persone non immaginano lontanamente quante possano essere. Ma esse sanno cosa fare e in quali processi sono coinvolte, quali elementi fitochimici o antiossidanti usare e quali invece non usare.

E' sicuramente interessante in qualità di medici apprendere sempre di più a riguardo dell'alimentazione, venire coinvolti nella nutrizione e quindi nella prevenzione delle malattie.
In passato l'unica cosa che si poteva dire per prevenire le malattie era:"fate attività fisica e non fumate".
Oggi si sta sempre più diffondendo il concetto che "prevenzione" è sinonimo di alimentazione, di un'alimentazione corretta e equilibrata.
Io penso che il futuro sia veramente promettente, quello che spero è che le autorità sanitarie si focalizzino sulla fondamentale importanza dell'educazione preventiva.

Io consiglio "Juice Plus+" a tutti i miei pazienti perché non si tratta di una vitamina singola o un singolo minerale o l'ultimo ritrovato nel campo degli integratori alimentari, ma piuttosto un "pacchetto nutrizionale" completo formato dai componenti nutrizionali di 17 tipi diversi di frutta, verdura e cereali: antiossidanti, vitamine,minerali, enzimi ed anche fibre nel naturale equilibrio, con quella naturale sinergia di cui stavo parlando prima.

"Juice Plus+" non è la pillola miracolosa, non è la risposta magica, ma la ricerca non lascia adito a dubbio: una dieta ricca di una varietà di frutta e verdura fresca e cruda apporta notevoli benefici in migliaia di modi diversi.
La mia opinione è che tutti hanno bisogno di "Juice Plus+" e penso che tutti possano trarne giovamento".

Bene,... mi auguro che questo scritto ti abbia incuriosito abbastanza per iniziare a mettere in moto quei piccoli cambiamenti che poi con l'andar del tempo producono grandi risultati.
Mentre trascrivevo questa intervista di Du Bois, ho pensato che il prossimo scritto lo dedicherò agli "enzimi", quelli digestivi in particolare, che rivestono a mio parere una importanza fondamentale.. ok alla prossima e grazie per la pazienza per aver letto fino in fondo.






domenica 27 aprile 2008

Ambiente a fattori di rischio: Importanza dell'impiego di "Antiossidanti"

Per restare in tema di "antiossidanti", al fine di rafforzare i concetti espressi fino ad ora e per enfatizzare quanto sia importante l'assunzione di antiossidanti di qualità, ti propongo di seguito l'abstract della conferenza scientifica tenuta qui in Roma il 10 febbraio del 2007 dal collega Dott. Antonio Maria Pasciuto.
Il Dott. Pasciuto da molti anni si occupa di Medicina non Convenzionale (Medicina Integrativa) ed in special modo di "Elettroagopuntura secondo Voll" (EAV); si occupa, inoltre di Medicina Ambientale, con particolare attenzione a temi quali la "tossicità ambientale" e "l'elettrosmog".

E' noto come il compito del medico sia quello di salvaguardare la salute, nelle sue due modalità principali che sono il ripristino (cura) ed in mantenimento (prevenzione) dello stato di salute.
Ma a cosa pensa il medico quando si parla di salute?
Questo termine ha assunto nel corso del tempo varie accezioni e non può certo prescindere da situazioni di tipo culturale, storico, ambient
ale.
Relativamente di recente l'Organizzazione Mondiale della Sanità si è espressa in modo ufficiale in tal senso proponendo una definizione di salute.
Essa dovrebbe rappresentare:
"lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non la semplice assenza di malattia". Viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone.
Questo principio assegna agli Stati e alle loro articolazioni compiti che vanno ben al di là della semplice gestione di un sistema sanitario.
Essi dovrebbero farsi carico di individuare e quindi modificare q
uei fattori che influiscono negativamente sulla salute collettiva, promuovendo al contempo quelli favorevoli.
La traduzione di dichiarazioni di principio in strategie operative costituisce da sempre un processo complesso e difficile soprattutto quando le implicazioni per l'azione richiedono il cambiamento del nostro modo di pensare e di agire.
La tradizione popolare ritiene sano chi non ha dolore, febbre o altri disagi duraturi, tanto da impedirgli di svolgere le proprie funzioni.
Le "funzioni" dipendono, sempre secondo la tradizione popolare, maggiormente dall'età e dai ruoli sociali. Questa definizione ha il vantaggio di essere di "buon senso" e lo svantaggio di essere poco quantificabile.
Nella pratica e nella teoria i medici clinici e patologi, si definis
ce malattia qualsiasi alterazione dello stato fisiologico dell'organismo, capace di ridurre, modificare negativamente o persino eliminare le funzionalità normali dell'uomo.
Tutti gli organismi viventi che si trovano in un certo ambiente sono esposti ad innumerevoli influenze di ordine fisico, chimico e biologico. Per questo motivo le strutture le strutture e le funzioni si modificano incessantemente lungo l'arco della vita e, come proprietà prioritaria degli esseri viventi, si registra un adattamento funzionale alle influenze esterne garantita dai sistemi, più o meno complessi, di "autocontrollo" e di "omeostasi".
Ovviamente le possibilità di adattamento (e quindi
di conservazione della salute degli esseri viventi) non sono inesauribili.



Il Dott. Pasciuto a destra (per chi guarda) ed il sottoscritto a sinistra. Tanto per dare un volto a chi scrive. Mi sembra più "carino".



Gli organismi viventi sono dei sistemi aperti, in continuo contatto, cioè, con l'ambiente in cui vivono.
Tale contatto va inteso come un interscambio che l'organismo vivente cerca di regolare ai fini del mantenimento del proprio stato di salute, di una situazione che gli consenta di compiere in modo corretto tutte le proprie funzioni.
A tale concetto è collegato quello di omeostasi, che ha cominciato a far parte del vocabolario medico a partire dagli anni trenta del secolo scorso.
Per mantenere una corretta omeostasi il nostro organismo dispone di molti sistemi, meccanismi, strutture, ancora non del tutto conosciuti.
Due tra i più rilevanti sono il "Sistema Immunitario", che ha il compito di proteggerci dagli "insulti" esterni di natura biologica e chimico-tossica, e quello cosiddetto della "Detossificazione", che consente la rimozione in particolare delle sostanze nocive sia esogene (che provengono cioè dall'esterno) che endogene (che provengono dall'interno), grazie all'impiego di sistemi enzimatici e di antiossidanti.
Due sono gli elementi che a mio avviso hanno caratterizzato la storia della medicina negli ultimi 50-60 anni.
Il primo è sicuramente la scoperta degli antibiotici che ha consentito, tra l'altro, l'allungamento della vita media determinando la riduzione del ruolo dei germi nel determinismo delle malattie; il secondo è relativo alle modificazioni a carico dell'ambiente, avvenute in questo lasso di tempo in maniera a dir poco sconvolgente.
Partendo dal concetto di omeostasi e di adattamento all'ambiente esposto in precedenza, non possiamo nasconderci che l'essere umano ha dovuto fare i conti, da 50-60 anni a questa parte, con una esposizione ad agenti potenzialmente nocivi nel corso della propria vita quotidiana, che non ha eguali con ciò che era avvenutoavvenuto in tanti secoli precedenti.
Soprattutto nelle civiltà cosiddette industrializzate le ragioni per cui un organismo vivente si ammala vanno ricercate a mio avviso per la maggior parte in cause di tipo ambientale.
Per dirlo in altri termini e prendendo a prestito le parole di Marco Tullio Cicerone potremmo dire:

"Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra"

che tradotto letteralmente significa "Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?"
Naturalmente nel nostro caso dovrebbe significare: "Fino a quando, o essere umano poco consapevole dell'importanza dell'ambiente, continuerai a farne scempio, abusando delle capacità di difesa degli esseri viventi?"
L'enorme aumento delle patologie croniche registrato negli ultimi anni lo si può sicuramente attribuire agli effetti del carico tossico ambientale cui ognuno di noi è quotidianamente sottoposto.
E' noto che i ritmi stressanti della società moderna e l'inquinamento ambientale producono malesseri, invecchiamento precoce e anche patologie croniche, talvolta gravi.
Poche si rendono conto che negli ultimi cento anni l'uomo ha modificato completamente l'ambiente contaminando l'aria, il suolo e l'acqua con sostanze chimiche di sintesi, prodotte cioè in laboratorio, e fonti elettromagnetiche.
Il "sistema Terra" non riesce a smaltire più queste sostanze e gli esseri viventi, tra cui l'uomo, vengono continuamente a contatto con esse , assimilandole.
Si calcola che ognuno di noi si imbatta in almeno 500 sostanze sintetiche ogni giorno. Il corpo umano non ha fatto in tempo, in soli 100 anni, ad evolversi per "vivere bene" in questo nuovo ambiente e produce allora malattie come la "Sensibilità Chimica Multipla", il cancro, le allergie, ed anche patologie neurodegenerative come il Parkinson, l'Alzheimer, la Sclerosi Laterale Amiotrofica.
Dovranno passare migliaia di anni, forse milioni, prima che la selezione naturale faccia sopravvivere solo un "homo sapiens" capace di disintossicarsi dalle migliaia di nuove sostanze tossiche presenti nell'ambiente.
Nel frattempo ciascuno può fare delle precise scelte individuali per vivere in salute più a lungo, con maggiore energia e vitalità.
Bisogna sapere, infatti, che ogni volta che una persona entra in contatto con sostanze chimiche, inalandole, ingerendone o toccandone anche piccolissime quantità non considerate tossiche (capaci cioè di produrre evidenti reazioni patologiche), si sottopone inconsapevolmente ad un "lavoro" biologico.
Il corpo, infatti, mette in moto una serie di enzimi ed il sistema immunitario per smaltire tali sostanze, consuma energie e nutrienti (sali, aminoacidi, vitamine ecc. ...)
Fino a pochi anni fa si riteneva che questo "lavoro" fosse sufficiente per avere una disintossicazione completa. Oggi sappiamo che le sostanze chimiche sono così tante e diffuse da non riuscire ad essere smaltite dal corpo completamente.
In condizioni fisiologiche circa l'1-5% dell'ossigeno consumato nelle normali attività metaboliche cellulari dai mitocondri viene convertito in specie reattive dell'ossigeno (ROS).
Superossidi e perossidi promuovono poi la produzione di radicali idrossilici che reagiscono con tutti i componenti cellulari, incluse proteine, lipidi, DNA.
L'accumulo di "radicali liberi" è controbilanciato da una complessa rete di sistemi di difesa. I maggiori antiossidanti naturali sono assunti con la dieta, come la vitamina C, vitamina E e carotenoidi.
Altre sostanza antiossidanti (e.g. glutatione ed acido urico) sono prodotte dalle cellule e rilasciate in circolo.
Il sistema antiossidante di difesa è poi completato da una serie di enzimi antiossidanti, superossidodismutasi (SOD), glutatione perossidasi (GPX), catalasi.
In diversi tessuti umani è stato riscontrato un progressivo aumento età-dipendente dei danni ossidativi a DNA, lipidi e proteine cellulari della perossidazione dei lipidi di membrana e l'accumulo di delezioni del DNA mitocondriale.
Un'aumentata formazione di ROS, indice di stress ossidativo, è stata osservata nella ipertensione clinica e sperimentale, e la terapia antiossidante potrebbe avere effetti benefici nell'ipertensione ed in alcune malattie cardiovascolari.
I meccanismi di difesa contro il danno ossidativo, come i livelli di vitamina E, glutatione, SOD sembrano essere ridotti nei soggetti ipertesi.
Per la salvaguardia della salute quindi si deve operare soprattutto in due direzioni:
riduzione del carico tossico ambientale,
sostegno delle capacità autonome di difesa che ogni organismo possiede.

Allo scopo di potenziare questo secondo aspetto ogni organismo ha bisogno di "antiossidanti".

Si tratta di sostanze che neutralizzano i "radicali liberi" i quali, tramite processi ossidativi, possono danneggiare cellule e sistemi enzimatici.
Antiossidanti come ad esempio la vitamina C, E, A od il glutatione, determinano quindi una protezione della cellula.
E' importante la loro assunzione a scopo profilattico.
Gli antiossidanti non sono una categoria di sostanze omogenee: ne fanno parte le vitamine, minerali, aminoacidi essenziali, e tutte queste sostanze hanno, tra le altre, una fondamentale capacità: riescono a contrastare efficacemente l'azione dei "radicali liberi".
Gli agenti antiossidanti riportano l'equilibrio chimico nei radicali liberi producendo degli antiossidanti endogeni come la superossidodismutasi, la catalasi ed il glutatione.
Superata una certa soglia è necessario però un apporto esterno di antiossidanti.
Tale soglia, nelle condizioni di vita odierne, è superata continuamente da ognuno di noi.
E' per questo motivo che si rende necessaria un'assunzione protratta di antiossidanti di qualità per salvaguardare nel modo migliore e più duraturo possibile la nostra salute.








martedì 22 aprile 2008

Antiossidanti, come difesa per lo stress ossidativo causato dai "radicali liberi".

Con questo argomento desidero introdurti al concetto di "Prevenzione", di cui tanto si parla, ma poi, al dunque, pochi sanno cosa fare.


Per parlare di "antiossidanti", bisogna spiegare cosa sono i "radicali liberi", che, quando presenti in eccesso, determinano una situazione di "stress ossidativo", che, a sua volta, arreca danni, soprattutto a livello cellulare e, nel tempo, risulta uno dei principali fattori di invecchiamento e insorgenza di patologie varie.
Quindi cerco di darti una definizione di "radicali liberi":
"prodotti intermedi del metabolismo, molto reattivi, che possono danneggiare le strutture proteiche, lipidiche ed anche il DNA del nostro organismo".
Anche molti agenti tossici ambientali possono agire come "radicali liberi
".
Essi svolgono un ruolo molto impor
tante nel determinismo di molte malattie croniche e dell'invecchiamento.


Insomma, come potete vedere sono agguerriti...

Processi infiammatori e sovraccarichi ti tipo fisico e/o psichico richiedono un maggior consum
o di ossigeno e, conseguentemente, una maggiore formazione di "radicali liberi".

Questi si formano anche per il concorso di cause esterne quali: raggi ultravioletti, radiazioni, tossici ambientali (smog, concimi chimici, diossina), fumo di sigaretta, farmaci, cibo "spazzatura". Tutto ciò può essere definito "stress ossidativo".
A causa della loro instabilità, sono costantemente in cerca
di altre molecole a cui attaccarsi come piccoli magneti.
I "radicali liberi" sono veri e propri squali molecolari che danneggiano le molecole della membrana cellulare, i "
mitocondri" (centri energetici della cellula) ed il DNA (intelligenza della cellula).
I maggiori danni provocati dai "radicali liberi" consistono nella pro
duzione di "legami crociati" e nell'accelerazione dei processi di "aterosclerosi".


Dall'immagine qui sopra risulta abbastanza chiaro il meccanismo dì azione dei "radicali liberi".
Essi, come detto, sono molto reattivi in quanto privi di un elettrone (ne posseggono 7 anziché 8), e, quindi, se lo vanno a procurare a danno delle strutture vitali delle nostre cellule (proteine, carboidrati, l
ipidi, DNA), danneggiandole irreversibilmente ed innescando, in tal modo, patologie di vario tipo.
I "radicali liberi" nei sistemi biologici più pericolosi, sono quelli contenenti ossigeno, ma è inutile in questa sede enumerarli tutti.
Penso sia più importante capire cosa sono, cosa fanno e come si possono contrastare.


Per rendere il tutto un po più legg
ero è interessante conoscere come la parola "ossidare" derivi dal vocabolo greco antico "OXUS" , che significa "aceto di vino", cioè vino acido. Il vino diventa acido quando resta troppo tempo all'aria "ossidandosi". Di conseguenza, "ossidarsi" significa "diventare acidi" (basta guardarsi in giro; ormai, chi più, chi meno, lo siamo diventati tutti) da cui deriva il vocabolo ossigeno.


Qui sopra,ad esempio, si può osservare un processo di ossidazione (ruggine).

Comunque, non tutti i radicali hanno un'accezione negativa; molti hanno un ruolo fisiologico utile, ed una certa quantità di funzioni ossidative è necessaria per un buon stato di salute; il nostro sistema immunitario, ad esempio, utilizza processi di ossidazione per difendersi dai germi invasori.

Ci sono però alcune situazioni in cui vengono prodotti radicali liberi in eccesso, il nostro organismo non riesce a neutralizzarli e a riportarli a livelli normali e le loro funzioni dannose finiscono per essere superiori a quelle benefiche.

Noi tutti disponiamo di un sistema "anti-radicali" in grado di difendere l'organismo; sistema che include enzimi come la "superossidodismutasi", la "catalasi", la "glutatione perossidasi", oltre ad altri composti antiossid
anti non enzimatici presenti sempre nell'organismo, o introdotti con l'alimentazione (es. vitamine, polifenoli, flavonoidi). Questi sistemi di difesa, però, non sempre sono efficaci al 100% quando, appunto, la produzione di "radicali liberi" è in eccesso, con conseguenti danni che, accumulandosi durante il corso della vita, sono causa dell'invecchiamento e dell'insorgere di patologie di varia natura.

Evidenze scientifiche confermano l'esistenza di un rapporto causale fra "stress ossidativo" ed insorgenza di patologie di tipo degenerativo, i cui sintomi
, non sempre immediatamente visibili, si manifestano nel corso del tempo.
In sostanza, più alto è il livello dei "radicali liberi" che il nostro organismo assorbe o produce, più alto sarà il rischio di contrarre malattie quali: infarto, ictus, ipertensione, elevati livelli di omocisteina, cataratta, morbo di P
arkinson, morbo di Alzheimer, diabete, artrite reumatoide, tumori.

Ovviamente disfunzioni e/o patologie di tipo cronico/degenerativo sono di per sé associati ad una aumentata produzione di "radicali liberi", per cui la valutazione del livello di questi, in eccesso, in tutte le patologie menzionate, è molto utile per verificare se la terapia farmacologica in atto ha anche un'azione antiossidante e per monitorare l'efficacia di un eventuale trattamento di integrazione.

Ora vediamo cosa sono gli "antiossidanti" e perché sono così importanti per contrastare lo "stress ossidativo".

Do una prima definizione molto
stringata:

"Si tratta di sostanze che
neutralizzano i "radicali liberi" i quali, tramite processi ossidativi (ne abbiamo già parlato), possono danneggiare cellule e sistemi enzimatici.
Antiossidanti, come ad esempio le vitamine C, E, A, od il glutatione, determinano, quindi, una protezione della cellula. E' importante la loro assunzione a scopo profilattico".
Si può dire che essi rappresentano degli "antidoti" contro i "radicali liberi", in grado, pertanto, di rallentare e contrastare la diffusione di reazioni di tipo ossidativo.


I vegetali rappresentano la principale fonte di sostanze antiossidanti, non solo per il loro contenuto vitaminico e minerale, ma soprattutto per la presenza di miscele di composti naturali, complesse ed uniche (fla
vonoidi, polifenoli, pigmenti), che sono vere e proprie sostanze "anti radicaliche".
Le piante, infatti, hanno sviluppato un pool di "antiossidanti" come sistema di difesa per proteggere le proprie strutture da fattori di stress ossidativo, come l'ossigeno e la luce, a cui sono costantemente esposte.

Ed ora una indicazione "precisa" per incominciare a fare qualco
sa di concreto:

Ci sono numerose evidenze scientifiche che dimostrano come una dieta ricca di frutta e verdura riduca il rischio di patologie croniche e degenerative, non soltanto grazie al contenuto di vitamine, ma soprattutto per l'azione sinergica tra il fitocomplesso e gli
altri composti chimici.

In sintesi, FRUTTA E VERDURA svolgono azioni:
  • Antiossidante
  • Anticancerogena e di protezione cellulare
  • Antiaterogena
  • Di modulazione del sistema immunitario

Quanto sia fondamentale assumere quotidianamente questo tipo di alimenti lo dicono in molti; illustri personaggi del mondo scientifico ed istituzioni preposte alla salute pubblica.
Non voglio essere pedante, ma penso che la consapevolezza e la responsabilità di tutti noi verso il proprio benessere fisico ( e non solo) può crescere in modo importante proprio attraverso l'esempio positivo che ci viene offerto da studiosi e ricercatori che in prima persona adottano uno stile di vita in linea con ciò che ricercano e sperimentano.

In un articolo apparso nel 1995 sul Journal of the American Medical Association il Prof. Bruces Ames della Berkeley University cita: "Non mangiare sufficienti quantità di frutta e verdura è come restare di fronte ad una macchina a raggi X senza protezione" . I micronutrienti contenuti nella frutta e nella verdura riducono questi processi pericolosi.

Ancora uno studio pubblicato il 26.01.2006 sulla rivista "Lancet" cita testualmente:
"Chi consuma più di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno riduce del 26% il rischio di ICTUS rispetto a chi ne consuma meno di tre porzioni. L'analisi ha riguardato i dati di otto studi per un totale di 250 mila persone seguite per una media di 13 anni. Ma Attenzione: assumere i singoli nutrienti presenti nei vegetali, come la Vit. "C" o il "Beta-carotene", non è la stessa cosa. ..."

Nel Cancer Book della American Cancer Society è scritto:
"La gente che adotta una dieta ricca di frutta e verdura che contengono la Vit. "C", contrae verosimilmente meno cancro, particolarmente dello stomaco e dell'esofago. Non è certo che sia la Vit. "C" in sé o altri componenti di questa frutta e verdura ad avere questi effetti protettivi".

Fa eco il Direttore dei laboratori di Ricerca sul cancro dell'Università di Washington, Dott. Oliver Alibaster, che intervistato su cosa fosse opportuno mangiare per ridurre il rischio del cancro rispose:
"frutta e verdure; nella frutta e nella verdura i fattori più tipicamente antitumorali sono le vitamine, i sali minerali e molte altre sostanze, alcune delle quali sono state identificate, altre sono in via di identificazione e sono attivamente studiate".

Ancora, il Dott. Franco Berrino Responsabile del Servizio di Epidemiologia dell'Istituto Tumori di Milano:
"E' stato dimostrato che lo spostamento delle abitudini alimentari da una dieta ricca di cibi superraffinati e di origini animale, a una dieta fondata sul consumo di frutta e verdura e cereali non raffinati previene un numero considerevole di tumori.
Inoltre non è stato possibile documentare che le pillole a base di vitamine hanno sui tumori lo stesso effetto protettivo esercitato dalla frutta e dalla verdura. Anzi alcuni studi hanno dovuto essere sospesi perché forti dosi di vitamine in pillole si sono dimostrate pericolose.

Sentiamo ora il Prof. Umberto Veronesi:
"La carne si può mangiare o non mangiare, il problema però è quello di variare il più possibile la qualità dei cibi, favorendo la frutta e la verdura. Stiamo parlando di veri e propri "farmaci" protettivi per la salute umana. E bisogna abituarsi a mangiarli fin da giovani. Il mio non è un discorso di parte, perché sono vegetariano, ma una vera e propria "ricetta medica"

A questo punto è chiaro a tutti: frutta e verdura, grazie ai loro componenti, costituiscono cibi antiossidanti per eccellenza.
Ora desidero riportare uno stralcio di uno articolo della giornalista, scrittrice Jean Carper, considerata negli Stati Uniti una vera autorità in materia di salute e nutrizione. Segui bene ciò che dice:
"Consumate almeno da cinque e nove porzioni di frutta e verdura ogni giorno. Con una porzione si intende mezza tazza di frutta e verdure cotte e crude tagliate a pezzi; una tazza di verdure crude in foglie; un frutto di media grandezza oppure 180 grammi di succo di frutta o di verdura.
Mangiate molta frutta e verdura di diverse qualità, perché gli scienziati non sanno ancora con precisione quale potrebbe essere quella con maggiori poteri protettivi.
Scegliete frutta e verdura fresche e mangiatele sia intere sia a succhi. I succhi, tanto quelli di frutta che di verdura, contengono sostanze anti invecchiamento, ma non lo spettro completo delle sostanze contenute nei frutti e nelle verdure intere.
Potete comunque comprare i frullatori al alta potenza che triturano gli alimenti interi, trattenendo tutti i componenti, inclusi i semi e le membrane delle gli agrumi. Così se preferite bere frutta e verdura, otterrete dalla versione liquida persino maggiori benefici rispetto al prodotto originale.
Mangiate le verdure crude o poco cotte: entrambi i modi presentano dei vantaggi. Gli alimenti crudi contengono più anti ossidanti, la cottura ne distrugge alcuni. Una leggera cottura favorisce l'assorbimento del "beta carotene". Mangiate i vegetali tipo broccoli e cavolfiore crudi o cotti al dente, perché una cottura eccessiva li priva dei componenti ad azione anti-age.
Per ottenere la maggiore quantità di "antiossidanti" , scegliete i frutti e le verdure intensamente colorate. I pigmenti sono ricchi di sostanze antiossidanti. Per esempio le carote e le patate dolci di un arancione più intenso, i vegetali con le foglie verde più scuro, come gli spinaci e la lattuga, contengono una maggiore quantità di antiossidanti carotenoidi inclusi il "beta carotene" e la "luteina".
L'uva nera, le cipolle rosse e quelle gialle contengono più "quercitina" rispetto all'uva bianca ed alle cipolle bianche.
I mirtilli, grazie al loro intenso colore, contengono concentrazioni elevatissime di antiossidanti "flavonoidi".
Cuocendo le verdure a vapore, si riescono a mantenere intatti molti antiossidanti rispetto alla bollitura.

Prima di concludere questo incontro, fermo restando che su molti di questi concetti ci ritornerò, magari ampliandoli o presentandoli da altre angolazioni, è chiaro che attuando scelte più coerenti e consapevoli per quanto riguarda l'alimentazione, noi iniziamo a svolgere un vero e proprio programma di "PREVENZIONE".
Prevenire significa, appunto, mettere in atto un vero e proprio "programma antiossidante".
Si tratta di fare scelte di vita determinate e determinanti. Tale programma prende in considerazione lo stile di vita, l'alimentazione, il modo di pensare, il respirare, il bere. In definitiva esso costituisce il vero attacco ai "radicali liberi".

CONCLUSIONI:

A causa degli enormi sovraccarichi di tipo chimico, fisico ed elettromagnetico a cui tutti noi siamo sottoposti, non è possibile pensare di mantenere un duraturo stato di salute facendo riferimento solamente ai sistemi difensivi di cui disponiamo.
E' indispensabile avere un corretto apporto di frutta e verdura nella nostra dieta quotidiana, implementata dall'assunzione di "antiossidanti" di comprovata qualità ed efficacia.











































lunedì 21 aprile 2008

Idrocolonterapia

Ho accennato in precedenza all' idrocolonterapia; qui di seguito vi do qualche brevissima informazione di cosa si tratta, come viene eseguita e a cosa serve. Piena disponibilità da parte mia ad approfondire l'argomento se vi fossero richieste in tal senso.


Si tratta di una infusione sicura e delicata di acqua a varia temperatura nel colon.
E' un trattamento del tutto naturale ed indolore, in grado di rimuovere in modo efficace il materiale fecale stagnante dalle pareti del colon, evitando l'accumulo di tossine nel sistema portale e linfatico.
Questa procedura naturale di depurazione elimina in modo efficace i sintomi connessi direttamente ed indirettamente alle disfunzioni dell'intestino crasso.


SVOLGIMENTO DELLA TERAPIA

Il paziente assume una posizione supina su un lettino.
Mediante l'utilizzo di una cannula rettale di piccole dimensioni (speculum), viene fatta fluire dell'acqua nell'intestino.
Attraverso un sistema chiuso (non si avverte alcun odore), l'acqua ed il contenuto intestinale vengono fatti defluire attraverso un tubo di scarico.
Un leggero massaggio addominale facilita tale processo di eliminazione.
La temperatura dell'acqua può essere variata.
Introducendo acqua fredda alternata ad acqua calda, si produce il cosiddetto effetto-Kneipp, da cui la persona ricava ulteriore beneficio.
In caso di necessità è possibile aggiungere all'acqua di lavaggio altri liquidi, come ad esempio estratti fitoterapici, prodotti omeopatici ed altri.






INDICAZIONI - CAMPI DI APPLICAZIONE - CONTROINDICAZIONI -



Indicazioni:

stipsi cronica - meteorismo - diarrea cronica - atonia del colon - colon irritabile -emorroidi - diverticolosi - infezioni da parassiti - micosi intestinale - atonia rettale -



Patologie con componente dovuta ad autointossicazione:


poliartrite cronica - manifestazioni allergiche - affezioni dermatologiche - cefalea/emicrania - prostatite cronica - asma bronchiale - ipotensione ed ipertensione arteriosa - affaticamento cronico - intossicazioni in senso generale - indebolimento della memoria -



Controindicazioni:


infiammazioni del tratto intestinale in fase acuta - recenti interventi chirurgici a livello di colon, sigma, retto - tumori di colon, sigma , retto - fissure e ragadi anali, anch'esse in fase di sanguinamento - sanguinamento gastro intestinale - emorroidi sanguinanti - grave insufficienza cardiaca - gravidanza negli ultimi mesi -


Per ulteriori informazioni mi potete contattare direttamente.


domenica 20 aprile 2008

Salute dell'intestino,disbiosi,eubiosi,probiotici,antiossidanti

Desidero offrirvi subito una immagine dell'importanza di mantenere il nostro intestino in buona salute. L'argomento è complesso, perché,ovviamente, collegato a tutto l'ambito digestivo a cominciare dalla scelta del cibo, a come aggreghiamo vari alimenti nello stesso pasto, alla nostra masticazione, al nostro stato d'animo durante il pranzo (si, anche a questo, è più importante di quello che si pensi), se il cibo è stato cotto o era crudo, la qualità del cibo medesimo, ovvero se ricco di enzimi o no, presenza di vitamine, oligoelementi, ecc. ecc. Affronteremo tutti questi argomenti di volta in volta.
Ricordiamoci l'obiettivo è quello che io riesca a darvi informazioni che possano suscitare, in chi avrà costanza e pazienza di leggermi, consapevolezza e coscienza di quei ritmi vitali in cui siamo inseriti e che, se riconosciuti, ci aiutano ad avere una marcia in più nella nostra quotidianità.
Quanto segue è una sintetica informazione sulle numerose implicazioni collegate al quadro della "disbiosi" (dismicrobismo) intestinale, in quanto una approfondita disamina del fenomeno richiederebbe ben altro spazio.
Innanzitutto desidero ricordare che l'intestino con la sua area di 300/400 mq. (sì, è proprio così, sono tanti), è forse il più importante dei quattro organi di eliminazione che il nostro organismo possiede (gli altri sono: pelle, polmoni, reni).
Tra tutte le supercifi confinanti con il mondo esterno (cute 2 mq., polmoni 80 mq) è quella più esposta al carico di "antigeni".
La mucosa intestinale è tra l'altro costituita da tessuto linfatico che rappresenta il cosiddetto apparato MALT - Mucosa Associated Limphoid Tissue - i cui linfociti, che ivi risiedono, vengono attivati sia dagli antigeni provenienti dal lume intestinale, che da quelli presenti nel sangue.
In contrapposizione alla "disbiosi", possiamo definire "eubiosi", la presenza nell'intestino di una flora composta da microrganismi non patogeni per l'ospite (cioè per noi), occupanti le loro nicchie, in numero e proporzioni stabili secondo range di normalità.
Tale stato simbiotico rappresenta la normale situazione microecologica del corpo e, in questo caso dell'intestino.
Quando invece tale equilibrio risulta alterato abbiamo la "disbiosi", cioè in sovvertimento in numero, proporzioni e tipo di specie batteriche, quali ad esempio: Proteus Vulgaris, Proteus Mirabilis, Escherichia Coli, Streptococcus Faecalis ed altri.
A monte di tale disequilibrio vi è tutta una serie di cause che favoriscono tale stato disbiotico. Ne cito alcune:
assunzione di farmaci (antibiotici, corticosteroidi, estroprogestinici, uso indiscriminato di lassativi),
alimentazione insufficiente dal punto di vista qualitativo, diete carenti di fibre, associazioni indebite di alimenti durante lo stesso pasto (carboidrati + proteine + frutta e, magari, dolci a fine pasto),
scarsa masticazione del cibo,
repentini cambiamenti della dieta,
malattie organiche e funzionali del canale gastroenterico (infezioni intestinali e parassitosi),
disturbi del metabolismo epatico e pancreatico (che concorrono ad alterare il Ph intestinale),
radioterapia,
chemioterapia e radiazioni di varia natura,
stress emozionale,
cause inquinanti quali ad es.: coloranti alimentari, conservanti, pesticidi, ormoni steroidei introdotti con gli alimenti, variazioni climatiche.
La presenza di germi patogeni, il cui proliferare è stato appunto facilitato dalle situazioni summenzionate, da un lato favorirà la formazione di sostanze endotossiche ( ammonio, scatolo, indacano, putrescina, ammine, indolo, fenolo) con compromissione del metabolismo (soprattutto epatico) e conseguente blocco mesenchimale ed emuntoriale; dall'altro lato si assisterà al prodursi di "flogosi della mucosa intestinale", con aumento del riassorbimento di macro e micro molecole che potrà determinare il verificarsi di fenomeni allergici e/o di intolleranza alimentare ed insufficiente produzione di IgA (immunoglobuline di tipo A) da parte della parete intestinale.
Si ritiene che la "disbiosi intestinale" sia la causa principale o favorente di:
  • disfunzioni di fegato, vie biliari e pancreas
  • diarrea e stitichezza
  • acne, eczemi, malattie allergiche, (asma, febbre da fieno, orticaria, etc.)
  • anemia
  • reumatismi
  • cefalee, facile irritabilità e stanchezza eccessiva
  • depressione
  • ipovitaminosi
  • infezioni da funghi (in particolare candida)
  • riduzione delle difese immunitarie e predisposizione ad infezioni ricorrenti.
Si possono inoltre determinare: disturbo della produzione di pigmenti biliari, tendenza alla ipoglicemia, iperlipidemia, tendenza emorragica (per carenza di produzione di Vit. K nell'intestino), dermatite (per carenza di produzione di Vit. A).
Viene a prodursi, in tal modo, un circolo vizioso nel quale disturbi allergico-infiammatori e dismetabolismi si influenzano a vicenda, favorendo fenomeni ti tipo tossico.
Il riequilibrio della flora intestinale dovrà essere l'obiettivo primario da conseguire attraverso adeguate misure terapeutiche quali:

modifica della dieta, dando la preferenza a cibi freschi, ed eliminando zucchero, farine raffinate e carni suine,
normalizzazione del terreno intestinale, attraverso adeguate misure terapeutiche suggerite di volta in volta dal medico (meglio se saranno utilizzati farmaci omeopatici, omotossicologici. spagirici, antroposofici, etc.),
ricolonizzazione del tratto intestinale mediante fermenti lattici in grado di ripristinare una normale "eubiosi", con l'ausilio di "probiotici" (batteri privi di potere patogeno che possono essere somministrati per via orale al fini di favorire l'equilibrio della "flora intestinale", dare protezione contro malattie o migliorare lo stato nutrizionale, es.: Lactobacilli, Bifidobatteri, Euterococchi, Streptococchi) e "prebiotici" (sostanze componenti di alimenti, non digeribili nel tratto intestinale superiore, in grado di stimolare i ceppi benefici già presenti, es. : Oligofruttosi derivati dell'Inulina, Lattulosio e Lattitolo),
terapia epatoprotettiva, in modo da sostenere la funzione del principale organo del metabolismo.
Nell'ambito del riequilibrio della flora intestinale non a caso la modificazione della dieta è stata inserita al primo posto delle misure da adottare. Qui desidero soffermarmi un istante, non tanto per consigliare diete specifiche, quanto per richiamare concetti di carattere generale che possono essere di aiuto per sviluppare un rapporto più consapevole con il cibo.
Personalmente ritengo che ogni persona debba sviluppare un elemento di conoscenza e di coscienza nell'approccio al cibo e, quindi, individuare la dieta che più gli si confà.
Da sempre, la storia della medicina ha sottolineato l'importanza della alimentazione. Dagli antichi maestri cinesi sino a Galeno, Paracelso, Hanhemann, tutti esortano alla "Dieta" intesa nel suo vero e profondo significato: DIAITA = igiene di vita (dal greco antico).
L'indicazione di un "modus vivendi" più salutare, era sempre basata sulla scelta di un "modus" alimentare rispettoso dell'integrità olistica dell'uomo.
Alimentazione e Nutrizione hanno sempre costituito il minimo comune denominatore delle scienze antiche e moderne, in pieno accordo sulla necessità di curare con il "cibo".
In passato erano soprattutto mancanze socio-igieniche a causare squilibri alimentari. Al giorno d'oggi reca veramente sconforto constatare come,nonostante un notevole miglioramento sociale ed igienico, lo sfrenato consumismo e l'esasperazione della tecnologia alimentare, rendono spesso il cibo privo di principi nutritivi.
Ricollegandoci al tema della "disbiosi" intestinale è del tutto evidente quanto sia importante rivalutare il ruolo terapeutico dell'alimentazione come apportatrice di sostanze energetiche e nutritive e, soprattutto, come fattore di correzione e riequilibrio del "terreno" biologico.
Il cibo diviene, pertanto, "farmaco" insostituibile.
Ricordo, in ultimo, che nell'ambito della medicina "non convenzionale" (definita anche integrativa, complementare, olistica) si dispone di buone strategie terapeutiche per contrastare il fenomeno della "disbiosi intestinale".
Come già accennato la modificazione della dieta gioca in tale situazione un ruolo primario a cui si potranno affiancare, di volta in volta, ulteriori approcci, sia di tipo farmacologico che di tipo igienico comportamentale, nonché l'assunzione di "antiossidanti naturali" di comprovata qualità, che intervengono direttamente sull'abbattimento dello "stress ossidativo" e di "enzimi digestivi" (agli "antiossidanti" ed agli "enzimi" dedicherò altro spazio nei prossimi giorni).
Un importante aiuto può essere anche fornito della "idrocolonterapia" o "lavaggio intestinale".
Si tratta di una infusione sicura e delicata di acqua a varia temperatura nel colon.
E' un trattamento del tutto naturale in quanto non vengono utilizzate sostanze chimiche, né farmaci.
Esso è in grado di rimuovere dalle pareti del colon, in modo efficace, il materiale fecale stagnante, evitando l'accumulo di tossine nel sistema "portale" e "linfatico". Inoltre è favorita la rimozione di muco, gas, parassiti e detriti cellulari, facilitando l'azione peristaltica e migliorando la "funzione di assorbimento".
Questa procedura naturale di depurazione elimina in modo efficace i sintomi connessi direttamente ed indirettamente con le disfunzioni dell'intestino crasso.
Alla prossima, un saluto e "buona vita".


sabato 19 aprile 2008

Ippocrate 460 a.C.


"Che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo"

Cosa mi propongo con questo Blog...

E' un po di tempo che penso a stabilire un contatto con gente comune, persone che desiderano essere informate su cose pratiche, ovviamente relative ai temi qui trattati e che non dispongono di tanto tempo per fare lunghe ricerche in internet. Per cui ho pensato: cosa risponderei ad un amico che mi chiedesse "lucio, ho sempre l'addome gonfio dopo mangiato, che posso fare?", oppure: "sai ho sentito parlare del lavaggio intestinale, tu che ne pensi?". Ecco l'idea è proprio questa, in base ad un'esperienza sul campo ultra decennale nell'ambito della naturopatia e "dintorni", poter fornire con parole semplici e quindi fruibili per tutti una serie di informazioni sui temi di cui agli argomenti trattati in questo Blog.
La finalità è quella di poter riuscire a dar modo a tutti gli amici interessati, di poter accogliere suggerimenti e spunti, che se adottati con costanza, consentono di recuperare livelli di energia e benessere tali da permettere di affrontare al meglio i molteplici impegni che contraddistinguono la nostra quotidianità "affrettata"