Una breve presentazione di problematiche molto frequenti, la cui intensità può essere ben contrastata utilizzando, con continuità, antiossidanti di qualità a base di frutta e di verdura.
Non indico in questa sede l'importante bibliografia che ho raccolto su questo argomento, ma la fornirò, su richiesta. a chi dovesse esserne interessato.
La saliva è un fluido eterogeneo comprendente ioni, proteine, p
iccole molecole organiche e composti di varia natura trasportati dal sangue.Bagna costantemente denti e mucosa orale svolgendo molteplici funzioni, tra le principali si possono ricordare quella detergente, tamponante, lubrificante, immunizzante, rigenerante gli epiteli.
Tuttavia esiste un'altra funzione, quella antiossidante, che sembra di fondamentale importanza, tanto che, negli ultimi anni, è stato dato impulso a ricerche tese a chiarire il ruolo dei radicali liberi nella potegenesi odontoiatrica, l'utilità delle terapie antiossidanti, l'attendibilità di metodi atti a testare la capacità antiossidante della saliva.
Quanto è emerso dalla letteratura scientifica ha posto interrogativi, ma ha dato anche importanti indicazioni che possono essre sintetizzati in alcuni punti:
1) lo stato antiossidante totale (TAS) della saliva intera è dato dall'
apporto di varie molecole, che concorrono in diversa misura a determinarne il valore. Tra quelle endogene, l'acido urico riveste un ruolo di primaria importanza. Altre, come la superossido dismutasi, la catalasi o il glutatione, rivestono ruoli più marginali.Il contributo che apportano al TAS le ghiandole salivari, è di diversa entità.
Infatti la saliva proveniente dalle parotidee presenta livelli antiossidanti molto più elevati rispetto a quella delle sottomandibolari e delle sottolinguali.
La princ
ipale differenza fisiologica tra i diversi tipi di saliva, è che se proviene dalle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali è prodotta constantemente e contribuisce al mantenimento della integrità orale, se invece proviene dalle parotidee è secreta principalmente quando mangiamo, perché, secondo un'ipotesi, mentre mangiamo è maggiore il rischio di introdurre radicali liberi e, quindi, diventa importante disporre di una saliva ad elevato contenuto di antiossidanti.Da quanto detto potrebbe derivarne un'importante conseguenza:
durante la maggior parte del giorno e della notte, cioè quando non mangiamo, la cavità orale è protetta solo parzialmente dallo stress ossidativo.
2) L'azione di radicali liberi e/o la carenza di antiossidanti, concor
rono a determinare un'ampio spettro di alterazioni a carico della cavità orale, quali carie, gengiviti, peridontiti, afte, fino a degenerazioni cancerose.Il problema assume maggiore rilevanza in alcune categorie più a r
ischio, per esempio, fumatori, anziani, soggetti con problemi di male assorbim
ento, ecc.3) Le suddette patologie possono essere contrastate in vario modo dall'apporto di antiossidanti esogeni, i quali, in generale, sembrano più efficaci quando provengono da frutta e verdura, più che da sintesi chimica.
4) Sembra verosimile affermare che un apporto nutrizionale, quotidiano e continuativo, di antiossidanti da fonti naturali, possa rivestire funzione preventiva nei confronti delle più comuni patologie della cavità orale.






































