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lunedì 30 giugno 2008

Patologie della Cavità Orale ed impiego di antiossidanti

Qui sopra al centro un'immagine di "Solidago Virga-Aurea, tra le altre indicazioni, usata, come decotto, per gargarismi contro le infiammazioni del cavo orale.

Una breve presentazione di problematiche molto frequenti, la cui intensità può essere ben contrastata utilizzando, con continuità, antiossidanti di qualità a base di frutta e di verdura.

Non indico in questa sede l'importante bibliografia che ho raccolto su questo argomento, ma la fornirò, su richiesta. a chi dovesse esserne interessato.

La saliva è un fluido eterogeneo comprendente ioni, proteine, p
iccole molecole organiche e composti di varia natura trasportati dal sangue.
Bagna costantemente denti e mucosa orale svolgendo molteplici funzioni, tra le principali si possono ricordare quella detergente, tamponante, lubrificante, immunizzante, rigenerante gli epiteli.

Tuttavia esiste un'altra funzione, quella antiossidante, che sembra di fondamentale importanza, tanto che, negli ultimi anni, è stato dato impulso a ricerche tese a chiarire il ruolo dei radicali liberi nella potegenesi odontoiatrica, l'utilità delle terapie antiossidanti, l'attendibilità di metodi atti a testare la capacità antiossidante della saliva.

Quanto è emerso dalla letteratura scientifica ha posto interrogativi, ma ha dato anche importanti indicazioni che
possono essre sintetizzati in alcuni punti:

1) lo stato antiossidante totale (TAS) della saliva intera è dato dall'
apporto di varie molecole, che concorrono in diversa misura a determinarne il valore. Tra quelle endogene, l'acido urico riveste un ruolo di primaria importanza. Altre, come la superossido dismutasi, la catalasi o il glutatione, rivestono ruoli più marginali.

Il contributo che apportano al TAS le ghiandole salivari, è di diversa entità.
Infatti la saliva proveniente dalle parotidee presenta livelli antiossidanti molto più el
evati rispetto a quella delle sottomandibolari e delle sottolinguali.

La principale differenza fisiologica tra i diversi tipi di saliva, è che se proviene dalle ghiandole sottomandibolari e sottolinguali è prodotta constantemente e contribuisce al mantenimento della integrità orale, se invece proviene dalle parotidee è secreta principalmente quando mangiamo, perché, secondo un'ipotesi, mentre mangiamo è maggiore il rischio di introdurre radicali liberi e, quindi, diventa importante disporre di una saliva ad elevato contenuto di antiossidanti.
Da quanto detto potrebbe derivarne un'importante conseguenza:
durante la
maggior parte del giorno e della notte, cioè quando non mangiamo, la cavità orale è protetta solo parzialmente dallo stress ossidativo.

2) L'azione di radicali liberi e/o l
a carenza di antiossidanti, concorrono a determinare un'ampio spettro di alterazioni a carico della cavità orale, quali carie, gengiviti, peridontiti, afte, fino a degenerazioni cancerose.

Il problema assume maggiore rilevanza in alcune categorie più a r
ischio, per esempio, fumatori, anziani, soggetti con problemi di male assorbimento, ecc.

3) Le suddette patologie possono essere contrastate in vario modo dall'apporto di antiossidanti esogeni, i quali, in generale, sembrano più efficaci quando provengono da frutta e verdura, più che da sintesi chimica.

4) Sembra verosimile affermare che u
n apporto nutrizionale, quotidiano e continuativo, di antiossidanti da fonti naturali, possa rivestire funzione preventiva nei confronti delle più comuni patologie della cavità orale.





Si stima che ogni anno, nei paesi industrializzati, siano mangiati 6, 7 chili di additivi pro capite. Seconda Parte




Tratto da "50 fatti che dovrebbero cambiare il mondo".
Ponte delle grazie, edizioni.

I dolcificanti artificiali sono un altro settore immensamente redditizio.
Il gruppo industriale Britain's Food Additives and Ingredients Association, giustifica la popolarità dei dolcificanti facendo riferimento alla salute: "Il sovraconsumo è collegato all'obesità ed al diabete, per cui i dolcificanti senza contenuto energetico sono ovviamente desiderabili in molti cibi".
Le persone preoccupate dall'assunzione di zuccheri, possono ora scegliere tra un'ampia varietà di cibi con pochi zuccheri, senza sacrificare quel dolce sapore che cercano.
Ma c'è un'altra potente ragione per esagerare la dolcezza senza zuccheri: il costo.
Mentre addolcire un litro di bevanda con lo zucchero costa sei centesimi di sterlina, il dolcificante privo di zucchero più venduto, l'Aspartame, ne costa solo due.
La Saccarina costa meno di mezzo centesimo.
In tutto il mondo vengono usati ogni anno, approssimativamente, quindicimila tonnellate di dolcificanti sintetici.
Sia le industrie di additivi alimentari, sia gli organi regolatori, come la Food Standard Agency della Gran Bretagna, sono convinti che i dolcificanti siano sani.
Ma coloro che sono contrari sostengono che sussistono dubbi considerevoli a proposito di molti dei prodotti più usati.
Gli esperti di tumori hanno espresso perplessità circa gli esperimenti sull'acesulfame-K, un dolcificante, e hanno richiesto controlli più rigorosi.
Un Vice Direttore Federale della Sanità degli Stati Uniti in riposo, ha detto che "è probabile che l'acesulfame-K possa essere cancerogeno... e che dovrebbe essere eseguita un'apposita ricerca a lungo termine su topi e ratti".
E' stato dimostrato che la Saccarina provoca il cancro nei roditori e, a quanto si dice, l'Aspartame è stato collegato ad effetti neurologici come le vertigini e l'emicrania.
In Gran Bretagna la sicurezza degli additivi alimentari è determinata dalla Commissione Europea sulla sicurezza dei cibi.
Ci sono prove di grandi pressioni dietro le quinte, con l'industria alimentare che cerca di influenzare l'Unione Europea.
E neppure la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ne è immune.
Nei 1977, uno studio canadese confermò che ratti sviluppavano il tumore alla vescica quando venivano nutriti con alte quantità di saccarina e la Food and Drug propose un bando totale di questo prodotto.
In seguito ad una protesta pubblica, m
olto probabilmente sovvenzionata dai produttori, il Congresso ordinò una moratoria e poi emanò una legge che richiedeva che i prodotti contenenti saccarina dovessero portare l'indicazione sull'etichetta di essere potenzialmente nocivi. Anche questa richiesta ora è stata limitata.
Una rice
rca della compagnia di sondaggi Mintel riferisce la preoccupazione dei consumatori inglesi riguardo alla sicurezza del cibo (44%). Il 36% degli adulti intervistati chiedono una etichettatura più chiara in termini di contenuti di additivi, degli "E" seguiti da numeri e degli ingredienti tutti.
Ma alla fine ciò che più ci interessa da vicino è conoscere che cosa ci mettiamo
in bocca ed il fatto che tutti questi additivi chimici stiano perpetrando una sorte di frode a danno di tutti noi (della nostra salute).
Se compro un panino al prosciutto, voglio sentire il sapore reale del prosciutto,
non uno strano miscuglio di tessuto animale aromatizzato con prodotti chimici.
Non voglio dover leggere le parti stampate in piccolo sulla mia bibita alla frutta per verificare se contiene dolcificanti.
Il cibo fresco o cotto, possiede già di per sè tutto l'aroma di cui ha bisogno.
E' certo che alcune di queste cose riguardano scelte che compiamo, ma la maggior parte riguardano scelte che sono fatte per noi dai produttori e dai venditori.
La cosa più pratica per consentire l'introduzione di regole migliori riguarda in prima persona noi consumatori:
quando siamo al supermercato, fermiamoci con più attenzione a considerare tutto ciò che è scritto "in piccolo" e se c'è qualcosa che non ci convince, evitiamo di comprarla; produttori e venditori non ci metteranno molto a capire.

domenica 29 giugno 2008

Si stima che ogni anno, nei paesi industrializzati, siano mangiati 6, 7 chili di additivi pro capite. Prima Parte



Ho scelto di proporre questo articolo, perchè in qualche modo correlato a quanto già scritto sullo zucchero raffinato e per rafforzare il concetto di quanto importante sia la scelta consapevole dl un cibo sano, intero.
Mi riferisco anche a tutto quanto detto riguardo a disbiosi intestinale, antiossidanti, enzimi, ecc.

Tratto da "50 fatti che dovrebbero cambiare il mondo".
Ponte alle grazie edizioni.

"Un panino di grano tenero con prosciutto e senape, in una bella confezione triangolare di plastica, un pacchetto di patatine salate all'aceto, e una bottiglietta di una bevanda gassata all'arancia: è il genere di pranzo che le persone del mondo occidentale mangiano ogni giorno.
Sembra gustoso, non è particolarmente consigliato per la salute, ma è sicuramente un pranzo conveniente e che sazia. E si trova sulla mia scrivania.
Il panino al prosciutto contiene non meno di tredici additivi, con funzioni strane: emulsionanti, agenti trattanti, stabilizzatori, regolatori di acidità (indicati sulla confezione con una "E" seguita da un numero).
Ci sono anche ingredienti sorprendenti:
che cos'é il frumentone e perché non l'ho mai usato quando ho fatto il pane?
Perché il prosciutto affumicato dovrebbe aver bisogno di acqua?
Apparentemente le patatine dovrebbero essere adatte a vegetariani e celiaci, ma c
ontengono esaltatori di sapidità: glutammato monosodico e ribonucleotide di sodio.
E la bibita?
Contiene l'8% di succo d'arancia e poi sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, aspartame e saccarina, conservante, aroma, colorante e qualcosa chiamato "cloud", che, a chi interessa, è lo stabilizzatore E1450.
Nel 2000 l'industria alimentare ha speso circa 20 miliardi di dollari per dare al nostro cibo un aspetto più carino, un gusto migliore e una durata maggiore.
Si tratta di un grande giro di affari, indotto dall'enorme bisogno che i paesi industrializzati hanno di nutrire, a buon mercato e con profitto, moltissime persone.
l'industria degli additivi alimentari è convinta che questi prodotti chimici semplifichino la nostra vita.
Permettono al nostro cibo di rimanere fresco per un tempo maggiore e hanno reso possibile il concetto di "cibi pronti".
Senza gli additivi, sostengono, dovremmo spendere molto più tempo in cucina.
Dovremmo anche impiegare più tempo a fare la spesa, dato che il nostro cibo durerebbe solo un paio di giorni prima di iniziare ad andare a male.
E poi dimenticatevi la margarina (che non contiene grassi saturi), i piatti a basso contenuto calorico e i prodotti con vitamine aggiunte.
Come dice la Federation of European Food Additives and Food Enzymes Industries, "l'utilizzo di additivi alimentari... ha reso possibile la preparazione in larga scala di cibo buono e sano a prezzi economici... in effetti, molti dei cibi odierni non esisterebbero senza additivi".
E' facile immaginare la discussione sugli additivi alimentari come un dibattito tra chimica e natura, ma non è affatto così semplice.
Per secoli, gli uomini hanno usato sostanze naturali, quali sali e fumo per conservare il cibo.
Nelle società primitive, dove l'esito di una battuta di caccia non poteva essere certo ed i raccolti falcidiati da malattie varie, la ricerca di un modo per conservare le eccedenze di cibo era di vitale importanza.
Ai giorni nostri, in rapporto al loro peso, meno dell'1% degli additivi alimentari servono alla conservazione del cibo. Il 90% è rappresentato da quelli conosciuti come additivi "cosmetici": aromatizzanti, coloranti, emulsionanti, (per rendere il cibo più omogeneo quando è in bocca), addensanti e dolcificanti.
Sono queste le sostanze che preoccupano maggiormente chi si batte contro gli additivi.
Mascherando ingredienti base insipidi e di bassa qualità, sostanze del genere possono convincerci che stiamo mangiando qualcosa che è migliore dell'insieme delle sue parti.
Solo chi ha un'elevata conoscenza di come agisca ogni sostanza, può essere sicuro di quello che sta mangiando; e ciò è preoccupante.
Il mercato mondiale degli aromi è di tre miliardi e seicento milioni di dollari ogni anno.
La sintesi degli aromi è un processo estremamente complesso e molti produttori custodiscono gelosamente le loro formule.
Anche un sapore che potremmo considerare, per esempio di banana o di mela, è il prodotto di un centinaio di reazioni chimiche.
La quantità di aromi chimici necessaria a rendere la mia bevanda gassata più "aranciosa" è minima.
I produttori non devono neppure fornire i dettagli di cosa sia contenuto in questo aroma; tutto quello che devono fare è dire se è naturale o artificiale.
Anche questa distinzione è ingannevole.
Le disposizioni dell'Unione Europea prevedono che il termine "aromi naturali" possa essere usato solo per sostanze aromatizzanti estratte da fonti animali o vegetali, ma non viene richiesto che l'aroma naturale alla fragola del nostro yogurt debba provenire da una fragola.
Tutto quello che occorre dichiarare è che è stato estratto da una fonte naturale.
La lettura dei siti internet dei produttori di aromi è un'esperienza surreale.
Un sito descrive un' "emulsione di aroma naturale al lime ... omogeneizzata, resistente al calore, con certificazione kosher e senza sali".
Puoi comprare concentrato d birra in polvere, liquidi che imitano il sapore di panna densa e di torta al burro.


Fine prima parte









sabato 28 giugno 2008

Lo zucchero, una droga dolce ma pericolosa per l'organismo.


Ho già avuto modo di parlare dello zucchero raffinato in altri articoli di questo Blog e porre in evidenza i problemi che si evidenziano a livello intestinale da un utilizzo sconsiderato di questo alimento processato e nell'esprimersi, virulento, di alcune patologie come la Candidosi.

Ho pensato di riportare il seguente articolo che offre spunti su cui ritengo utile soffermarsi un attimo a riflettere.


"Da anni si legge in molti libri di medicina naturale che lo zucchero è come una droga dolce ma pericolosa per l'organismo.

Spesso si crede che per lo zucchero di canna tale verità non sia valida, ma il cosiddetto zucchero di canna molto spesso è lo stesso zucchero bianco colorato con melassa (si salva il Mascobado - zuccero di canna integrale - e qualche altro tipo di zucchero che può essere reperito nei negozi del commercio equo e solidale).

In questo articolo ci stiamo ovviamente riferendo allo zucchero raffinato artificialmente, proveniente dalla canna da zucchero o dalla barbabietola, e non agli zuccheri presenti all'interno di altri alimenti completi (come ad esempio il fruttosio della frutta, ecc.).
È difficile credere che lo zucchero possa essere dannoso, perché tale sostanza è entrata nella nostra dieta in modo tanto profondo che una buona metà dei cibi confezionati che si trovano in commercio ne sono in pratica "contaminati".

L'assunzione di zucchero raffinato sottrae vitamina C all'organismo come fanno le sigarette, uccide alcuni batteri simbionti che nel nostro organismo producono vitamine del complesso B e altera il ciclo di regolazione glicemica.

Il pancreas reagisce allo zucchero raffinato con una ipersecrezione di insulina, cui segue da una parte una ipoglicemia, dall'altra, a lungo andare, il surplus di lavoro del pancreas può' portare al diabete. L'assunzione di zucchero inoltre causa sonnolenza post prandiale, altera il metabolismo, influisce sugli ormoni, decalcifica le ossa e può causare carie dentarie.

Anche l'aumento dei casi di cancro si pensa sia correlato all'assunzione sempre più elevata di zucchero nella nostra società dei con
sumi, ove, anche nell'alimentazione, l'apparire (il gusto artificialmente dolce) è molto più importante dell'essere (la valenza nutritiva e la purezza del cibo).

I popoli che non usano lo zucchero raffinato evidenziano una bassa percentuale di patologie tumorali. Il più basso livello di casi di cancro si registrò in Olanda, due anni dopo l'occupazione nazista, quando zucchero e caffè erano quasi scomparsi dalla tavola.

Tutti gli studi sulla prevenzione e la cura naturale del cancro (regolazione alimentare e metabolica) confermano che più si mangia zucchero e più si rischia di sviluppare una patologia tumorale.

Ci sono inoltre altri studi che dimostrano il legame fra zucchero e ulcera, fra zucchero e malesseri psicologici, fra zucchero e allergie...

La situazione è grave: sia per gli effetti, che per “l'assordante” silenzio di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini.

Si sa, la salute non genera business, la prevenzione primaria non genera mercato, la malattia dà da mangiare a tutto il sistema sanitario. Come diceva un medico egizio 3.500 anni fa (riferendosi ovviamente alla classe benestante che lui curava) "un quarto di ciò che mangiamo serve per nutrire il corpo, il restante per nutrire i medici".

È per questo che nelle università di medicina di tutto il mondo non si studia quale possa essere l'influenza dell'alimentazione sul benessere dell'individuo e il modo di mantenere la
salute con la prevenzione primaria (corretto stile di vita), mentre si punta sulla ben più costosa (e redditizia) prevenzione secondaria (test di laboratorio poco affidabili e a volte pericolosi).

I medici (come Mendelson e Kousmine) che hanno denunciato questa squallida realtà, sono ovviamente una stretta minoranza; per questo di tutto ciò che è descritto in queste righe difficilmente si trova traccia nei consueti manuali universitari.

A nulla valgano le accusa di falsità su tale realtà dei medici-ortodossi che contro tali affermazioni sostengono "è falso perché noi non l'abbiamo studiato". Certe cose non si studiano D’altronde si tratta di conoscenza “scomode”, facilmente dimostrabili e che non fanno di certo piacere all'industria alimentare ed a quella farmaceutico - sanitaria.

Studi hanno dimostrato che gli uomini vivono più in salute se assumono zuccheri naturali (non processati).

Un esperimento eseguito il secolo scorso su alcuni cani evidenziò che tali animali, alimentati di solo zucchero morirono dopo pochi giorni.

Riflettiamo: perché la pubblicità dovrebbe “martellarci” con frasi come: "il cervello ha bisogno di zucchero", "lo zucchero è un'ottima fonte di energia", e così via (e il contagio è fortissimo, queste frasi si trovano persino nei negozi del commercio equo e solidale...).

Dietro la pubblicità, dovremmo averlo imparato, c'è da una parte una mistificazione, dall'altra forti interessi commerciali, ed entrambe le cose non vanno d’accordo con la verità.

Come se non bastasse, è nato poi il business dell'Aspartame e degli altri dolcificanti industriali (tossici e cancerogeni, ma consigliati ai diabetici), che costando meno dello zucchero cominciano ad essere pres
enti in dolci e biscotti a basso prezzo.

Da notare che c'e' un'alternativa naturale, una pianta dalle fortissime proprietà dolcificanti, la Stevia, che viene coltivata in Giappone dove l'aspartame è fuori legge.

Di contro in Italia, dove l'aspartame e le altre prodotti chimici sospetti sono perfettamente legali, i dolcificanti naturali tipo Stevia sono stati posti fuori legge (non ci sono parole …).

Diminuendo gradualmente il consumo di zucchero bianco, l’organismo si abitua e quindi non si avverte più la mancanza (artificialmente indotta) di tale alimento “nocivo” a tutti gli effetti e migliora, di conseguenza, lo stato di benessere generale.

Rinunciare allo zucchero raffinato non significa dire addio al " dolce ", ma solo alla dolcezza artificiale.

Ci sono frutti naturalmente dolcissimi; si possono fare biscotti e ottimi dolci con il miele, ad esempio, purché non se ne abusi, si può utilizzare l’ottima melassa (ovviamente di provenienza biologica), così come lo zucchero di canna integrale, anch’esso di provenienza biologica.

Per maggiori informazioni consiglio la lettura del libro “Sugar blues” di W. Dufty che svela, impietosamente, tutti i danni connessi all’assunzione dello zucchero e le manovre delle multinazionali per insabbiare tali informazioni."

Redazione di : http://dieta-dimagrante.com/

mercoledì 25 giugno 2008

Animali di frutta 1

... Che possa essere di stimolo alla fantasia dei bambini... penso proprio che non ci siano dubbi.
Se poi riesca a stimolare anche quella degli adulti, che magari decidono di mangiare qualche porzione in più di frutta e verdura.. beh, allora sarebbe un vero successo.

"Immagina di mangiare piano" di Debora Conti



La D.ssa Debora Conti mi ha inviato giorni fa una sua email, il cui contenuto è riportato di seguito.
Ve lo propongo volentieri, perché chi mi frequenta sa bene quanta importanza io annetta al fatto di mangiare con consapevolezza, curando la masticazione del cibo, oltre ad esercitarci, un po alla volta, a sviluppare un sentimento di gratitudine e di "accoglienza" per qualcosa che di solito svolgiamo in modo meccanico ed affrettato.


"Immagina di mangiare piano…


Le visualizzazioni non sono altro che l’utilizzo delle nostre capacità creative e immaginative.


Ne creiamo di continuo durante il giorno e possono essere di preparazione, veritiere, paurose,


fantastiche… Alcune ci aiutano a prepararci alla vita, altre ci possono frenare dal viverla.

Per chi di noi mangia velocemente e vorrebbe provare a mangiare più lentamente, ecco una

semplice proposta di visualizzazione per mangiare in 20 minuti (o con i tempi giusti),

assaporando, gustando e masticando, e magari accorgendosi, più chiaramente e prima del solito, del vero senso di sazietà.

Immagina di vederti mangiare come vorresti.

Se sei stata finora una persona che mangiava velocemente, che faceva bocconi un po’ grandi e che mangiava troppo spesso oltre il necessario: immaginati al prossimo pasto. Immagina di vedere con i tuoi occhi le tue mani che tengono la forchetta e il coltello, immagina di tagliare bocconi piccoli o di prendere forchettate “gentili”. Immagina che i movimenti delle mani siano armoniosi, leggeri, sereni, quasi che appaiono a rallentatore.

Immaginati, al prossimo pasto, mangiare come un uccellino, o come un animaletto piccolo … o come te stesso da piccolo. Come mangeresti? Come gusteresti? Come sceglieresti il cibo?

Immagina di vedere, al prossimo pasto, la tua mano che tiene con la forchetta il boccone, lo porta davanti alla bocca e si sofferma, lascia il tempo al naso di godere del profumo, lascia il tempo agli occhi di controllare che quello è nutrimento e gusto.

Immaginati, al finire del prossimo pasto, riposato, sazio ma non pieno, immagina che ad un certo punto – quando lo stomaco sarà contento – poserai la forchetta e le mani comodamente sul tavolo. E’ finito ed è stato nutriente e piacevole. Immaginati pienamente soddisfatto del cibo e di te.

Se ti è piaciuta e pensi che queste semplici idee possano esserti utili, usale, ripetile nella mente ogni tanto, prova a rileggerne il testo prima dei pasti, prova, prova e prova.

La nostra capacità immaginativa ha il potere di cambiare le nostre abitudini in meglio, sarebbe un peccato non approfittarne!
Debora Conti"

martedì 24 giugno 2008

Juice Plus Part 2

Il Dott. Du Bois, uno tra i più noti medici negli Stati Uniti, Infettologo di fama mondiale, spiega (in inglese) l'importanza dell'assunzione di un antiossidante quale "Juice Plus" e gli studi scientifci che lo sostengono.

domenica 22 giugno 2008

Un cibo ricco di enzimi per essere più in salute e più longevi. Parte IV


OBESITA'

Studi epidemiologici e numerose ricerche scientifiche confermano la continua crescita del numero delle persone obese.
Come già ricordato, una dieta standard al giorno d'oggi è costituita per lo più da cibi processati (raffinazione, aggiunta di additivi, coloranti, esaltatori di sapori, ecc.) e cotti, oltre ad un eccessivo utilizzo di grassi e zucchero raffinato e con basso o nullo contenuto di fibre ed enzimi.
Una dieta ricca di sostanze grasse è associata a molteplici patologie
.
Inoltre tutti gli studi concordano nell'affermare che un eccesso di grassi può diminuire le aspettative di vita. Ovviamente tali studi si riferiscono ad una certa qualità di grasso, ovvero al grasso elaborato/trattato e quindi povero in qualità enzimatica.
Il grasso costituisce una delle migliori fonti energetiche, ma a patto che sia di qualità, assunto crudo e non modificato da lavorazioni industriali.
Ad esempio, in un passato ancora
abbastanza recente, la dieta degli eschimesi consisteva principalmente di proteine animali, non cotte, e per generazioni gli eschimesi hanno vissuto di questa dieta senza soffrire di carenze nutrizionali.
Oggi è un'altra storia. La maggior parte
degli eschimesi ha adottato lo stile di vita dell'uomo occidentale e quindi la loro dieta è costituita di cibo cotto e processato e di conseguenza hanno ereditato tutte le patologie di tipo degenerativo associate ad una dieta povera di enzimi.
Una delle chiavi principali per favorire una perdita di peso può essere quella di consigliare il consumo di enzimi. Il dott. David Galton della Tufts University School of Medicine ha controllato persone di 230/240 pounds ed ha riscontrato che in tutti vi era carenza dell'enzima Lipasi nei loro tessuti adiposi.
La Lipasi è reperibile in abbondanza nel cibo crudo. Si tratta di un enzima che scinde i grassi, oltre che a conservarli o distribuirli, secondo necessità, o a "bruciarli" per ricavare energia. Utile, naturalmente, anche in ambito digestivo.
In un altro studio si è osservato che persone con problemi di arteriosclerosi, elevata pressione sanguigna ed alti livelli di colesterolo presentavano carenze di Lipasi.
L'attività del
la Lipasi è utile ad eliminare i grassi in eccesso. In assenza di Lipasi il grasso "ristagna" e si accumula negli organi, arterie e capillari.

E che dire dello zucchero raffinato?
Mentre lo zucchero integrale e di qualità biologica, contiene enzimi, cromo, vitamine del gruppo B ed è, pertanto, facilmente digeribile ed assimilabile, lo zucchero raffinato è totalmente privo di enzimi, di vitamine del gruppo B e di cromo. Per essere metabolizzato è necessario che cromo e vitamine mancanti siano ceduti dai tessuti organici.
Se mangiamo zucchero raffinato
impoveriamo il nostro organismo della sua dote enzimatica oltre a soffrire di carenza di vitamine del gruppo B e di cromo.
Ricordiamo che il cromo è un minerale essenziale per supportare una efficiente funzione insulinica. L'insulina regola il metabolismo di proteine, carboidrati e grassi. Studi hanno dimostrato l'esistenza di una relazione tra obesità e carenza di cromo.
Le vitamine del gruppo B sono considerate coenzimi essenziali
per il metabolismo cellulare.

OSTEOPOROSI

Il calcio è un minerale presente in
abbondanza in numerosi cibi, ma che non è assimilato se vi è carenza di enzimi. Alle persone a cui è stata diagnosticata l'osteoporosi, è generalmente raccomandato di assumere supplementi a base di calcio. Di solito, dopo pochi anni, risulta evidente che non solo la problematica è progredita, ma in più si rileva un'eccedenza di calcio a livello articolazioni.
Così. come per l'esempio dello zucchero, in mancanza di una corretta assimilazione, l'organismo sottrae il calcio di cui abbisogna, alle ossa e hai muscoli e ciò risulta evidente da sintomi quali: debolezza, ossa fragili, affaticamento muscolare e crampi.
Personalmente sono convinto che una s
upplementazione con enzimi sia la risposta più giusta per un'appropriata assimilazione del calcio contenuto nei cibi di cui ci nutriamo.

CANDIDOSI E ALLERGIE

La candida è normalmente un simbionte, un fungo che appartiene, cioè, alla flora batterica "amica" e che partecipa alla digestione degli zuccheri tramite un processo di fermentazione.
Nella forma patologica, la c
andida diventa, invece, un parassita e crea una struttura molecolare molto lunga, che tramite la mucosa intestinale entra nel flusso sanguigno.
La
candidosi intestinale è dunque una forma particolare di disbiosi, un'alterazione dell'equilibrio intestinale.
Il fungo della candida si stabilisce nell'intestino poco
dopo la nostra nascita e qui rimane per tutta la vita.
In con
dizioni di normalità essa è benefica, in caso contrario, come in presenza di un calo delle difese immunitarie, in caso di terapie antibiotiche e cortisoniche, questo fungo può replicarsi eccessivamente, superare le difese dell'organismo e dare luogo alla candidosi.
Inoltre la candidosi si riflette negativamente nei confronti del sistema endocrino e nervoso ed ha effetti devastanti nei confronti del sistema immunitario.

Candidosi ed allergie affliggono milioni di persone.
Ca
usa e prevenzione per entrambe sono simili.
Allergeni ed antigeni come virus, batteri, funghi e lieviti, son
o per lo più proteine che entrano nel corpo attraverso il tratto digestivo o attraverso il tratto respiratorio, allergeni.
La proteasi è un enzima digestivo di cui si ha necessità in gran quantità per digerire ed eliminare questi invasori tossici, non solo nel tratto digestivo, ma anc
he nella corrente sanguigna.
La maggior parte degli antigeni, inclusi i lieviti, possono essere eliminati con l'assunzione di enzimi digestivi ai pasti e tra i pasti.
Supplementi alimentari quali lactobacillus Acidophilus e Salivarius, ecc., possono contribuire a promuovere una flora batterica intestinale più in salute e, quindi, a rinforzare l'azione degli enzimi.

COSA MANGIARE

Al giorno d'oggi risulta quasi impossibile attenersi ad una dieta costituita esclusivamente di cibo intero, di origine biologica, ed anche se vi riuscissimo, non otterremmo tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno.
Perché?
Terreni sempre più sfruttati, producono cibi carenti di elementi vitali. Il cibo che troviamo al mercato spesso non è fresco (ovvero appena raccolto) e la perdita di contenuto enzimatico ini
zia ad avvenire immediatamente dopo la raccolta del prodotto medesimo.
Consideriamo, inoltre, che anni di abitudini alimentari diciamo pure non corrette, hanno causato carenze enzimatiche tali, in ognuno di noi, che non è facile colmare, viene da sè che una supplementazione con enzimi costituisce una necessità.
Certamente consumare quanto pi
ù possibile succhi freschi di frutta e verdura di qualità è auspicabile, anche per favorire l'attività degli enzimi di tipo endogeno.
Ottimi sono anche i cosiddetti "superfoods", quali germogli di varia natura, tipo Alfa Alfa, Orzo, ecc., generalmente disponibili sotto
forma di supplementi contenenti proteine predigerite, vitamine, antiossidanti, minerali (minerali traccia sono utili per l'attivazione degli enzimi) ed enzimi.
Assumere supplementi a base di enzimi durante i pasti assicura un'ottima digestione ed assimilazione del cibo, il che significa
: un minor impegno da parte del pancreas esocrino ed una conseguente migliore attività degli enzimi metabolici a sostegno di tutte le funzioni vitali del nostro organismo.
Supplementi a base di enzimi possono essere anche utilizzati tra i pasti principali per alleviare allergie ed altr
i problemi di salute.

ENZIMI E STOMACO

La digestione, di fatto, inizia nella bocca.
Questo è il motivo per cui il cibo dovrebbe essere masticato con cura prima di essere ingoiato.
Il cibo, mischiato all'enzima Amilasi (prodotto dalle ghiandole sal
ivari), subisce un processo di predigestione specie per quanto riguarda zuccheri e amidi.
Successivamente esso raggiunge la porzione alta dello stomaco che viene chiamata "porzione cardiaca dello stomaco" o "stomaco enzimatico", ove rimane per circa 45/60 minuti.
Qui continua l'attività di "predigestione" di carboidrati, proteine e grassi grazie agli enzimi contenuti naturalmente nel cibo ed agli enzimi assunti sotto forma di supplementi.
Si stima che oltre il 75% del cibo ingerito possa essere "predigerito" in tale ambito (stomaco enzimatico).

Il bolo alimentare raggiunge poi la parte più "bassa" dello stomaco ove l'acido cloridrico e la pepsina continuano il processo di digestione.
La digestione è completata nell'intestino tenue grazie al concorso degli enzimi secreti dal pancreas ed infine, attaverso le pareti intestinali, i nutrienti, accolti dalla corrente sanguigna, sono resi disponibili per tutti gli ambiti organici grazie all'azione degli enzimi metabolici.

Tutti gli enzimi digestivi provengono da
fonti viventi, siano esse piante o animali.
Pepsina, Tripsina e Pancreatina, sono di origine animale e sono attivi a livello stomaco, intestino tenue. Non sono, invece, attivi nella fa
se di "predigestione" del cibo ed hanno un range di azione limitato in funzione delle variazioni del pH del tratto digestivo; ad esempio se in un certo ambito il pH è troppo elevato essi si disattivano.
Altri enzimi come la Bromelaina (ananas) e la Papaina (papaia), lavorano meglio a temperatura più alta rispetto a quelle del corpo umano.
Oggi, i migliori enzimi, si ricavano d
a due tipi di funghi non tossici: "Aspergillus Oryzae" e "Aspergillus Niger" che sono fatti crescere su un medium quale frumento o soia.
Essi dispongono di un miglior range di adattabilità alle variazioni di pH rispetto agli enzimi derivati da fonti animali; si stima, infatti, che
sono attivi a valori di pH oscillanti tra 2 e 12.
Tali supplementi enzimatici si trovano in commercio sotto forma di capsule, il cui contenuto può essere anche cosparso sui cibi.
Sono, pertanto, attivi nella parte alta dello stomaco (nella fase di predigestione del cibo, come abbiamo v
isto) e continuano ad esserlo lungo tutto il tratto digestivo.
Da notare che in questo ambito il pH può variare da un valore di 3, utile alla digestione delle proteine, ad un valore di 7 ed oltre, necessario alla digestione dei carboidrati.
Quindi è intuibile come sia importante usare supplementi enzimatici sempre attivi, nonostante possa variare il valore del pH nel
tratto digestivo medesimo.
Gli enzimi digestivi svolgono attività specifiche:
la proteasi, permette di digerire le pro
teine,
l'amilasi, i carboidrati complessi,
maltasi e saccarasi, gli zuccheri semplici e complessi,
lattasi, il latte,
lipasi, i grassi,
cellulasi, le fibre.

Il consiglio è quello di preferire complessi di supplementi enzimatici, in grado di svolgere un range di attività tale da consentire la completa digestione del cibo.

UNA FONTE DI VITA

Per prevenire le carenze di enzimi (ed abbiamo visto le conseguenze di ciò) è necessaria l'assunzione di enzimi digestivi di ottima qualità (e ho indicato la fonte), ciò anche per ridurre la secrezione degli enzimi digestivi medesimi da parte del nostro organismo (pancreas in primis), che sarà facilitato in tal modo a secernere enzimi di tipo metabolico, utili a sostenerci in altre funzioni vitali, oltre che a facilitare, l'attivazione delle difese immunitarie, quando necessario.
Che ci sia necessità di perdere peso, di ridurre i depositi di calcio nel lume arterioso, di ridurre i valori del colesterolo, come in presenza di un eccesso di formazioni proteiche, gli enzimi ci vengono in aiuto.
Che ci sia la necessità, ancora, di avere ossa, denti e muscoli più forti, migliorare la vista o regolarizzare il proprio peso corporeo, sono sempre gli enzimi ad aiutarci.

Facendo regolari "versamenti" di enzimi nel nostro "conto corrente bancario degli enzimi", possiamo essere in grado di modificare in meglio l'andamento di tanti stati patologici, aumentare in modo importante il livello del nostro benessere fisico, sperimentare maggiore vitalità e vivere una vita più a lungo e, si spera, più piacevole.

Con questa IV parte esaurisco, per il momento, il capitolo sugli enzimi digestivi, con la speranza che questi contenuti siano di stimolo ad ognuno di noi per la ricerca di un miglior grado
di benessere. Alla prossima.






sabato 14 giugno 2008

Un cibo ricco di enzimi, per essere più in salute e più longevi: Parte III

LA MORTE COMINCIA NEL COLON.

Fibre ed enzimi sono di fondamentale importanza per una corretta digestione ed eliminazione.
Al giorno d'oggi la nostra dieta, come più volte ripetuto, è priva, in modo significativo di tali elementi.
Le fibre notoriamente contribuiscono a velocizzare il tempo di transito intestinale del cibo ingerito. Tale azione previene inoltre la formazione di scorie metaboliche che causano formazione di sottoprodotti di natura tossica.
Ulteriore beneficio è che le fibre legano gli acidi biliari
e ne facilitano l'eliminazione con i grassi in eccesso.
Esse aiutano anche a diminuire il livello di colesterolo, a ridurre il rischio di malattie cardiache, a regolarizzare la pressione del san
gue, a promuovere la crescita di una sana flora batterica intestinale, a mantenere l'intestino "pulito". Le fibre non possono svolgere il loro lavoro efficacemente se gli enzimi non fanno il loro.
Difficoltà a digerire cibo ad alto contenuto proteico (come carne cotta ed altri alimenti poveri di enzimi) e ciò avviene in via continuativa, porta ad "esaurire" a tal punto la funzionalità degli organi preposti alla digestione che questi no
n riescono più a svolgere il loro lavoro. Ne consegue un accumulo di cibo indigesto nel tratto intestinale, che soprattutto a livello del colon causa processi fermentativi e putrefattivi.
Le tossine che ivi si formano sono riassorbite dal sangue dando luogo ad un vero e proprio processo di autointossicazione.
La conseguenza è un indebolimento progressivo del siste
ma immunitario e, nel tempo, problemi seri per la nostra salute.

IL SANGUE AL MICROSCOPIO.

Gli enzimi ag
iscono ovunque nel nostro corpo, anche come "spazzini", favorendo l'eliminazione di sostanze estranee e prevenendo in tal modo problemi articolari o di ostruzione delle arterie.
Essi favoriscono l'attività dei globuli bianchi nelle loro azioni di difesa a livello sangue e linfa.
Come noto, durante processi infettivi od altro, i globuli bianchi incrementano la lor
o attività di difesa contro gli agenti patogeni.
Ora, evidenze scientifiche, hanno reso noto che quando mangiamo cibo cotto (la qualcosa avviene quotidianamente), l'organismo reagisce come se avessimo contratto "un'infezione acuta".

Nei 30 minuti successivi all'ingestione di cibo cotto, i globuli bianchi aumentano di numero significativamente. Ciò implica che il nostro sistema immunitario è chiamato, senza evidente necessità, ad entrare in azione ogni volta che assumiamo cibo. Aggiungo che, molecole di cibo indigesto, soprattutto grassi e proteine, piccole abbastanza per introdursi nella circolazione sanguigna, ma troppo grandi per nutrire le cellule, costituiscono dei veri e propri "invasori tossici", anziché fungere da "nutrienti".
Numerosi studi concordano nel testimoniare che questo fenomeno non avviene quando mangiamo cibo crudo.

Il "Microscopio in campo oscuro" è una tecnologia utilizzata per analizzare il sangue dal vivo. Questo tipo di strumento può ingrandire una piccola goccia di sangue 15.000 volte e può offrire un quadro preciso della presenza di queste macromolecole non digerite.
Presento qualche esempio di situazioni insalubri che possono essere osservate con questo strumento.
Si possono osservare globuli rossi attaccati l'un l'altro, con il risultato di una ridotta superficie esterna, da cui consegue una carenza di ossigeno; la qualcosa può causare affaticamento cronico, emicranie,
cattiva circolazione.
Si osserva incremento degli indici di colesterolo e acido urico con aumento delle problematiche connesse ad artrite e gotta.

Si osserva aumento di depositi a livello del lume arterioso, come conseguenza appunto del cibo mal digerito.
Si osserva il danno causato dall'eccesso di radicali liberi, con conseguenze devastanti a livello cellulare (ne abbiamo già parlato).

Tutto ciò richiede un impegno sempre più strenuo del nostro sistema immunitario (globuli bianchi) per eliminare le macromolecole circolanti e le altre sostanze tossiche, mentre organi, tessuti e ghiandole, sono sempre più depauperati delle loro riserve enzimatiche.