Ribadisco che il modo in cui ci alimentiamo, la conoscenza delle opportune aggregazioni di alimenti in un pasto, la qualità del cibo che scegliamo, il modo, o meglio, lo stato d'animo, o se vogliamo, l'atteggiamento, con cui ci disponiamo prima di effettuare un pasto, contribuiscono, tutti ,a farci avere una buona digestione, una buona assimilazione dei nutrienti, una diminuzione di eccessi fermentativi e/o putrefattivi a livello intestinale e ,quindi, una flora batterica in salute e, di conseguenza ,un minor livello di autointossicazione che in caso contrario avviene sempre.
Si, perchè tutto ciò che non è in linea con quanto sopra esposto e quindi: aggregazioni improprie di alimenti in uno stesso pasto (ad esempio, amidi e proteine), nonchè un consumo modesto o addirittura nullo di frutta e verdura, cibi troppo elaborati, eccesso di zuccheri raffinati, eccesso di alcol, pasti consumati in modo affrettato, con scarsa masticazione e assenza totale di attenzione a cosa si sta facendo in quello specifico momento; quindi diciamo pure assenza di consapevolezza,ecc.;
bene, tutto ciò produce una serie di problematiche a vari livelli e, soprattutto, quegli eccessi di processi di fermentazione e putrefazione che sono la causa della "Disbiosi" Intestinale o, in altri termini, dell' alterazione della flora batterica.

Disbiosi significa, appunto, alterazione della flora batterica intestinale, od anche, "Dismicrobismo". Ciò comporta, per dirla in parole semplici, che i nostri "ospiti buoni" (flora batterica sana) sono sopraffatti da altri ospiti (meno buoni), quali, batteri, parassiti, funghi (candida), che ovviamente prendono il sopravvento e nel tempo causano quei disturbi tipici del tratto intestinale quali ad es. colon irritabile, stipsi, diarrea, diverticoli, alterazione della mucosa intestinale (che, rammento ,è un vero e proprio organo immunitario), per non parlare di patologie ancora più gravi.
Questa alterazione della flora batterica intestinale ed appunto le conseguenze che ne derivano, è direttamentre collegata ad un processo di vera e propria "autointossicazione", cha parte dal colon e da qui fino al fegato (attraverso il sangue del distretto addominale) ed al resto dell'organismo.
Si stima che l'80% delle più importanti patologie siano direttamente o indirettamente collegate al modo in cui ci nutriamo, solo il restante 10-15% sono correlate a cause genetiche ed il restante ad eventi traumatici.
Il Prof Bruce Ames (ricercatore della Berkeley University in California), già agli inizi degli anni '90 metteva in guardia su questi problemi e specificamente sull'eccesso di stress ossidativo (radicali liberi) riveniente dal distretto intestinale, a causa dei livelli di elevata disbiosi, paragonando i livelli di stress ossidativo prodotti in tale ambito, a quelli determinati da una esposizione a raggi "X" quotidiana (come se ogni giorno ci sottoponessimo ad una radiografia addominale!).
Ciò premesso, mi sembra opportuno dare qualche ulteriore suggerimento sulla "dieta di Hay", anche nota come "dieta Dissociata", a completamento di altri "post", già pubblicati, di combinazioni alimentari coerenti.
Innanzitutto chi era Hay.
Il Do
tt. William Howard Hay era un chirurgo americano nati nel 1866 che all'età di 40 anni dovette smettere di esercitare per via delle sue condizioni di salute.Era sofferente di cuore, accusava problemi renali e ipertensione arteriosa. In pratica lo avevano gia dato per "spacciato".
Nonostante le diagnosi infauste cercò di mettere in pratica gli insegnamenti di colleghi medici naturopati del tempo.
Insegnamenti tuttora validi, che si basano sul concetto che se offriamo al nostro organismo i mezzi adatti, esso attiverà naturalmente il suo potere di "autoguarigione".
Hay iniziò a nutrirsi, pertanto, di "cibi fondamentali", ovvero restrinse la sua dieta a frutta e verdura fresche, cereali integrali, carne e pesce freschi e nel giro di tre mesi si ristabilì completamente e dopo poco riprese la sua attività di medico.
Negli anni successivi e, sino alla sua morte, che avvenne nel 1940 a causa di un tragico incidente, egli curò i suoi pazienti in modo del tutto naturale, persone che arrivavano a lui da ogni parte del mondo, molte delle quali in precedenza giudicate inguaribili.
Dai tempi di Hay ad oggi, le cose sono "leggermente" peggiorate, per via della qualità degli alimenti, i metodi di coltura, i processi industriali di lavorazione e trasformazione delle materie prime, il modo in cui cuociamo i cibi stessi, e, non ultimo, per le nostre abitudini alimentari che sono cambiate assolutamente in peggio. Diciamo che non tutto è perduto: "spes ultima dea mori", lo speriamo vivamente, ma certamente un pò di buona volonta bisogna pur impiegarla, altrimenti non si va da alcuna parte.
Allora: QUALI SONO LE REGOLE?
- separare gli amidi dalle proteine
- la nostra alimentazione deve essere composta almeno al 50% da frutta, verdura e insalata
- è necessario eliminare i cibi troppo elaborati
- diminuire i livelli di stress
- migliorare l'efficienza ed aumentare la resa intellettiva
- allungare la vita
- ristabilire il giusto peso corporeo e mantenerlo
- migliorare la qualità di pelle e capelli
- rafforzare le difese immunitarie
- migliori prestazioni sportive ed in ambito lavorativo (lavori pesanti)
- miglioramento dello stato generale in caso di patologfie croniche soprattutto nel caso di artrite
- rafforzare cure mediche e terapie di altro tipo (ad esempio indicata per chi segue cure omeopatiche)
- favorire la guarigione di malattie varie, ridurre i rischi di contrarre malattie gravi
- in caso di patologie neoplastiche, questa dieta a base di cibi naturali salutari, può favorire il recupero di forza e serenità.
Per concludere questo primo incontro, nei successivi mi propongo di andare più nello specifico per quanto riguarda le aggregazioni dei cibi, si può già stabilire come punto fermo che i prodotti Amidacei (pane, pasta, patate, farine, ecc.) non devono essere mai assunti nello stesso pasto con proteine come la carne, formaggio, uova, latticini di vario genere, ecc., che devono essere consumati in pasti separati, perchè impegnano diversamente la fisiologia della nostra decisione.
Questa prima fondamentale attenzione arrecherà miglioramenti sorprendenti, anche dopo breve tempo di applicazione; la dieta in sè favorisce il recupero di energia, vitalità e grinta necessarie a fare fronte agli impegni richiesti da una vita molto attiva.




























