venerdì 31 dicembre 2010
martedì 28 dicembre 2010
venerdì 24 dicembre 2010
mercoledì 22 dicembre 2010
I perdenti dicono: "Io ci provo".
Tu non devi provarci! Tu devi farlo! Semplicemente fare!
Nella parola "provare" si intravede la scappatoia già aperta: " io ci ho provato ma non ci sono riuscito. . . " - lasciandoti scontento e incapace di continuare.
Ma che cos'è, che non ti è riuscito? Nulla. Tu sei semplicemente arrivato ad un risultato che non ti eri prefisso o che non volevi in questo modo.
O ti eri forse detto: "Questo è ciò che temevo!"
Fantastico! Già in partenza hai provocato inconsciamente un risultato che non volevi. Non devi mai temere nulla, se sai accettare tranquillamente gli avvenimenti per ciò che sono: "Risultati".
I vincenti dicono: "lo faccio!" E se il risultato non è di loro gradimento, ci riprovano questa volta in modo diverso, perché ora conoscono la forma da non usare.
Come si chiama il motto che da oggi ti aiuterà a progredire? "Si, io lo faccio!"
Franz X. Bueler
Menani GmbH
martedì 21 dicembre 2010
Abitudini che aiutano a progredire
AGISCI ORA
(Nike)
Affronta oggi il problema più importante, più sgradito e più opprimente. Un problema che già nel passato, non solo ti è costato molta energia e ti ha irritato, ma addirittura ti ha paralizzato, facendo si che tu, sentendoti a disagio, lo hai continuamente allontanato da te.
Analizzalo bene e suddividilo il piccoli lavori realizzabili.
Ora affronta il lavoro in modo deciso e premiati ogni volta che hai raggiunto la meta intermedia.
Alla fine della giornata guarda con soddisfazione al tuo lavoro compiuto e godi la piacevole, calda sensazione che senti crescere in te, nel constatare di essere ora una persona di azione.
Da persona passiva sei diventato imprenditore. Mi congratulo!
La formula vincente è "Agisci ora!"
sabato 18 dicembre 2010
domenica 12 dicembre 2010
martedì 7 dicembre 2010
Lettera inviata all'amica/o che attraversa un periodo di depressione.
Cara/o . . . . , eccomi a te come promesso e, premetto, che non è mia intenzione farti un "sermone", ma solo cercare di ragionare insieme a te, per quel poco che ti conosco.... o, forse, meglio, proporti alcuni spunti di riflessione; con la speranza che ti possa ritrovare in questi miei pensieri.
Bene, fatta questa premessa, ragioniamo insieme.
Una volta, un certo Alfred Adler, psichiatra, disse che ai suoi pazienti, affetti da depressione raccomandava di cercare di pensare ogni giorno a come rendere felice qualcuno. Se avessero fatto ciò sarebbero guariti in due settimane (intendeva, non cose eclatanti, gesti particolari, ma piccole attenzioni rivolte verso il prossimo; un acuire la sensibilità per le persone che in genere ruotano intorno a noi).
Il fatto di sentirsi "depressi", ma si tratta in genere di tantissime sfumature di questo stato, equivale un pò come ad una rabbia prolungata, ad un rimprovero verso gli altri, benché lo scopo sia quello di conquistarsi attenzione, simpatia e appoggio; in genere ci si sente afflitti per colpe proprie.
Per allentare la tensione nervosa il consiglio potrebbe essere: "non fare nulla che non ti va"; nel senso: fai quello che vuoi, quello che ti sta più a genio, sentiti libera/o, così non hai nessuno con cui prendertela.
L'altro punto è quello a cui accennavo prima: cerca di pensare ogni giorno a come far felice qualcuno.
Certamente pensare a se stessi è importante, ma nel contempo, di tanto in tanto, pensiamo anche agli altri.
Si deve tendere ad aumentare l'interesse verso la società. Non appena si riesce ad intendersi con gli altri su un piano di collaborazione e di parità, il sentimento di "depressione" se n'è bello che andato.
Vedi, il trucco del "far del bene agli altri", magari dispensando un sorriso o una parola gentile, serve: perché il cercare di far piacere agli altri ci impedisce di pensare continuamente a noi stessi: la sola vera causa dell'ansia, della paura e della depressione.
C'è una bella considerazione di Carl Jung che ebbe a dire:
"circa un terzo dei miei pazienti sono affetti da nevrosi clinicamente non definibili, ma causate dallo loro vita vuota e senza senso.
In altre parole: passiamo al galoppo, senza fare attenzione alla vita che ci sfila davanti, ci precipitiamo da un medico per problemi senza senso.
Abbiamo perso il treno e sostiamo sul marciapiedi, rimproverando tutti fuorché noi stessi e pretendiamo che il mondo si inchini ai nostri desideri . . . .
Sembra strano, vero? Ma il segreto sta proprio nel mollare la presa ed incominciare a gurdarci intorno, ad uscire dal guscio della nostra egoità ed interessarci sinceramente agli altri.
Nella Programmazione Neuro Linguistica ciò potrebbe anche definirsi come "uscire dalla propria zona di Confort", che confort non è certamente, perchè lì dentro ci stiamo male seppure siamo abituati a viverci. Occorre fare un salto . . . .
Questo interessarsi agli altri Aristotele lo chiamava: "egoismo illuminato", Zoroastro diceva: "fare del bene agli altri non è un dovere, è un piacere, perché incrementa la vostra stessa salute e felicità".
C'è un bel proverbio cinese che recita: "Un pò di profumo resta sempre attaccato alla mano che porge le rose".
Spero, mia cara/o di non essere stato pesante e che tu abbia compreso il senso, ma la chiave a mio avviso per venire a capo di stati d'animo "non sani" sia in quello che ti ho scritto, che non è farina del mio sacco, ma cha da tempo cerco, con pazienza di mettere in pratica e . . . funziona. . . .
Ancora un attimo per scriverti, a mò di riepilogo, sette sistemi per attivare un processo mentale che ti porterà pace e serenità, ma devi cercare piano piano di metterli in pratica, altrimenti mi hai fatto fare un mero esercizio di dattilografia . . . e potrei anche . . .
- riempi la tua mente di pensieri di pace, coraggio, salute e speranza perché "la nostra vita è quella che i nostri pensieri vanno creando" (questo l'ha detto il grande Marco Aurelio);
- non cercare MAI di vendicarti dei tuoi nemici, perché così facendo più che a loro, nuoci a te stessa/o: "non perdere mai un minuto a pensare a gente che non ti va a genio";
- invece di tormentarti per l'ingratitudine, aspettatela sempre (è così); ricordati che il solo modo di raggiungere la felicità è di non aspettarsi in cambio riconoscenza. Dai per il piacere di dare; la gratitudine è un fiore da coltivare;
- tieni sempre a mente le cose belle, non le grane che hai;
- non imitare gli altri. Trova sempre te stessa/o e sii sempre te stessa/o; perché l'invidia è ignoranza e l'imitazione suicidio;
- quando il destino ti dà un limone. . . . facci una limonata (nel senso fa quello che devi fare con quello che hai a disposizione al momento e tiraci fuori il meglio);
- dimentica la tua felicità cercando di rendere felici gli altri; quando sei buona/o con gli altri, sei migliore con te stessa/o.
Ora ti consiglio di stamparla e di rileggerla di tanto in tanto . . . . o la cestini direttamente. . . .















